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Un gruppo per discutere dei problemi concreti? Ottima idea
Scritto da a.a.   
Giovedì 04 Agosto 2011 23:03

Egr. Amistadi,

ho letto con interesse la proposta di Giorgio Butterini sull’ultimo numero del suo giornale in cui proponeva ai giovani giudicariesi di buona volontà di riunirsi in associazione per fare politica, al di sopra e al di fuori dei partiti, al solo scopo di far uscire le Giudicarie dall’isolamento in cui ormai sono state relegate, discutendone i problemi, parlandone, e cercando insieme soluzioni che non sia condizionate dalle convenienze dei partiti, ma nel solo interesse primario delle nostre valli e della nostra gente. Purtroppo non ho l’età per aderire, ma se fossi un giovane sarei in prima linea...lei cosa ne pensa?

Giovanni – Fiave

Quello che dice Butterini sono parole sante, mi creda. Come lei, avessi anch’io trent’anni di meno, sarei pronto per essere arruolato e partire per il fronte. Purtroppo noi, anzianotti, non possiamo che augurare che la cosa si sviluppi, che attecchisca e possa produrre quanto prima i frutti che si propone. Purtroppo, in Giudicarie,  siamo più figli di nessuno,  siamo in balia dei partiti che non sono più neanche partiti, ma squallidi comitati elettorali, e di personaggi che hanno a cuore soprattutto le loro poltrone ed i loro interessi piuttosto che il bene comune e la prosperità delle nostre valli. Trascuriamo di citare, per decenza, il brulicare di numerosi faccendieri, bracconieri della politica, che imperversano da qualche tempo in Giudicarie e consideriamoli incidenti di percorso. In un panorama come questo, capisco i giovani, le loro perplessità e la loro riluttanza ad interessarsi del bene comune, ad interessarsi della politica, quella nobile. Più o meno quarant’anni fa eravamo nella stessa situazione, i ragazzi erano spaesati, il potere non lasciava spazio alle nuove generazioni, il Comprensorio stava nascendo fra mille difficoltà e incomprensioni. I giovani d’allora, e lì c’ero anch’io, ebbero il coraggio di uscire allo scoperto, organizzarsi in associazione, e incontrarsi regolarmente per discutere nutriti ordini del giorno sulle nostre vicende, sui nostri problemi, sulle nostre criticità. Fondarono perfino una rivista, “Le Giudicarie”, diretta da Beppino Zontini, ed iniziarono ad organizzare dibattiti in ogni parte del territorio. Furono giorni d’impegno e di entusiasmo, anche se durarono solo un paio d’anni, ma sufficienti per portare una ventata d’aria fresca nella politica giudicariese e per accompagnare i primi passi del Comprensorio, appena costituito, a cui aderirono con convinzione ed entusiasmo. Crebbe così una nuova classe dirigente nei nostri paesi che ha tenuto, brillantemente, le redini delle nostre amministrazioni fino all’ultima tornata elettorale. Oggi, posso anch’io concordare che ci siano esigenze analoghe, anzi, anzi, le condizioni della politica sono a dirittura peggiori e in mano a veri e propri predoni, a maggior ragione c’è bisogno di nuove iniziative che coinvolgano i giovani di buona volontà che non accettano più d’essere umiliati dalle scelte, pessime, calate dall’alto con sfrontatezza e indecenza, ignorando le nostre aspirazioni, le nostre intelligenze le nostre rivendicazioni: subire imposizioni non è da Giudicariesi, né di ieri, né di oggi, né di domani, non è nella nostra indole millenaria. Accompagnare criticamente e costruttivamente la nuova Comunità di Valle che si sta consolidando credo sia un impegno di tutti e dei giovani in particolare. E allora, sotto, giovanotti, datevi da fare, metteteci la faccia, metteteci entusiasmo, il talento che non vi manca, inventiva e coraggio di osare, se lo farete, sia chiaro, non sarà per me o per quelli come me, ma per voi, per il vostro futuro, per guardare lontano. Auguri.

Adelino Amistadi