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Intercettazioni, cavoli vostri!
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Venerdì 08 Luglio 2011 06:29

Estate che stenta, estate che arriva, estate che irrompe, estate chissà? È il cruccio di ogni inizio estate, sarà migliore di quella dell’anno scorso? Pioverà? Farà caldo? Sono problemi non da poco, l’estate da noi dura il battito di una campana: la prima acqua d’agosto rinfresca il bosco e buona notte! Erano altre la preoccupazioni in altri tempi, il bel tempo condizionava la raccolta del fieno, e per una brutta stagione ne soffriva il bilancio famigliare di tutto l’anno, tutt’altra cosa oggi che dal bel tempo ne acquista l’abbronzatura, che se non si è nere come il carbone non si è nessuno. 

L’estate che fu era la stagione del massimo impegno, si lavorava tutta la settimana, compresa la domenica, su specifica deroga del parroco, e solo la pioggia concedeva qualche attimo di pausa, che non fosse troppa, altrimenti volavano moccoli ed improperi contro il cielo che non aiutava per niente i poveri contadini, al solito bistrattati, ultimi degli ultimi, anche al cospetto del Signore. Oggi l’estate è il trionfo dell’accidia, dell’ozio, del dolce far niente, che è l’arte che si impara più di tutte, così si discute del mare, che sembra la terra promessa, e più è sgangherato nel nome, più è interessante:  i Calambrone, i Cesenatico, Igea Marina, che ci hanno accompagnato nella gioventù, sono spariti dalle carte geografiche, ormai siamo di casa a Sharm el Sheik, a El Sokhana, a Port Ghalip, a farci mangiare dalle mosche, a buscarci la malaria e qualche pallottola dagli irrequieti cammellieri, ma è tutta un’altra cosa, già la gente ti guarda con più rispetto .” Sai, quella è andata a Sharm el Sheik!”  e via con i commenti. Nessuno che confessi d’aver avuto dieci giorni di diarrea su quindici passati sulle sponde del Nilo, un paio di giorni di vomito, ed i restanti giorni passati con l’ansia di tornare a casa. Proibito parlarne, sennò che figura ci si fa! Così si trascura la montagna che più del mare è corroborante e rigeneratrice di nuovi languori, che ritempra i polmoni e libera dall’asma, placa i mugugni e ti riempie di freschi sorrisi, quanto bello è il sorriso di una donna in mezzo alla natura, cinta di fiori perenni, ginepri balsamici e rododendri peccaminosi, emana felicità a palate, serenità, spensieratezza, forse perchè più vicini al cielo, dal cielo travasano gioia d’esistere, letizia, beatitudine.

Al contrario di quelle acciughe strasecche che rosolano al mare smaltate di creme e di sole che sembrano tante “baute” carnevalesche, a simili confronti il vostro Saltaro si commuove distrutto dalla nostalgia e dall’impotenza. Che poi, quando il sole batte in testa, quella si scuote e sono guai per il mondo intero, è nell’apatia che l’uomo medita sul da farsi e sfodera gli istinti più triviali, le più grandi tragedie della storia sono state congegnate da una mente oziosa, indolente e neghittosa (Nerone docet!). L’uomo solerte ha ben altro da fare, estate ed inverno. Dev’essere stato il sole di questi giorni a smuovere gli esagitati che hanno tentato di bloccare i lavori della TAV in Piemonte. Gente che non aveva nient’altro da fare: “Dai che andiamo in guerra un paio di giorni...”, dice un buontempone all’amico, “Ma in guerra con chi?” chiede lo sprovveduto, “Con nessuno, andiamo a farla a sprangate in Piemonte, rompiamo quello che riusciamo a rompere, facciamo cagare sotto i carambe e torniamo...così passiamo il week end!”

Davvero triste, si voleva impedire l’apertura del cantiere per la costruzione di una linea ferroviaria europea che collega Kiev con Lisbona, finanziata dalla UE per 700 milioni di euro, col rischio di perdere il finanziamento, pazzie. È la solita storia di questo nostro Paese sgangherato. Qualsiasi cosa si decida di fare nell’interesse di tutti, c’è sempre qualcuno che si mette di traverso. Così l’autostrada del sole dopo quarant’anni è ancora monca nel tratto Salerno- Reggio Calabria, la Tirrenica s’è bloccata e non va oltre, la trans-appenninica è ferma per la contrarietà degli ambientalisti ed affini e la TAV, appunto, non la si vuole da parte di una minoranza che per fortuna è stata sconfitta dalle forze dell’ordine e i cantieri si apriranno: “Cazzo che guerra...io credevo di andare a giocare e invece quelli facevano sul serio, mi sono preso una manganellata... però mi è piaciuto, quanto mi è piaciuto...a quando il prossimo week end che voglio fargliela pagare?” racconta l’amico all’amico al suo ritorno, “Quanto prima! Dovunque ci sia da far casino, noi ci siamo!”. È un modo anche questo di passare le vacanze estive o comunque di passare il tempo al giorno d’oggi. “Far casino”, opporsi, non essere d’accordo, sembra essere lo sport preferito dagli Italiani oltre a quello, s’intende, di intercettare. Le intercettazioni sono tornate di moda e ci accompagneranno tutta l’estate, peccato non siano più quelle del Berlusca, quelle erano un po’ porcelline e piacevano tanto agli scansafatiche dell’estate, sotto gli ombrelloni le imprese erotico- eroiche del Silvio tenevano banco e eccitavano gli animi lussuriosi dei signori legnosi e delle signore invidiose che ne erano avvinte, però quel Berlusconi...ma come farà? Oggi si occupano di tutt’altre vicende, ma ne vengono fuori come al solito di tutti i colori. A questo punto mi sono stufato, al vostro Saltaro e in Cielo, sembra proprio che con le intercettazioni si stia esagerando. Ormai, chi più chi meno, siete tutti intercettati, mettetevi il cuore in pace. In barba alla privacy e alle sue leggi. E non è che se sei intercettato sei un manigoldo, no di certo, ma sei sulla strada per diventarlo, appena il tuo nome apparirà scritto da qualche parte! Noi, quassù, non riusciamo a seguire la vicenda tanto è ambigua e confusa. La cosa in cielo è vista così: un giudice decide di intercettare un farabutto, e fin qui va bene, poi quel farabutto telefona a destra e a manca, incontra persone, va a fare la spesa, va dal medico, fa quello che fanno tutti, e tutti quelli che in qualche modo l’hanno incontrato vengono a loro volta intercettati nei loro affari, nella loro vita privata, nella loro camera da letto, nei rapporti con altre persone, che a loro volte cadono nella rete, pur essendo del tutto estranei alle vicende del farabutto originario, ma ormai ci sono e corrono il rischio, anzi sono certi, che prima o poi finiscono sui giornali. Apriti o cielo! Irrompe il Giudizio Universale, se sei intercettato qualcosa hai combinato, se sei sul giornale di certo in qualche modo sei implicato, la moglie chiede il divorzio, gli amici ti abbandonano, il lavoro va a rotoli e ti trovi barbone senza saper chi ringraziare, anche perchè il giudice nel frattempo, magari, va in politica e ti lascia becco e bastonato. E’ quel che succede più frequentemente di quel che pensiamo. Cose del genere ci facevano inorridire quando  si narravano fossero normali nei regimi comunisti, roba da Germania dell’Est, roba da Unione Sovietica, si diceva, e si rabbrividiva! Purtroppo ora sono puttanate italiane, quasi solo italiane, e c’è da vergognarsene. E non pensiamo che la cosa riguardi gli altri, con le intercettazioni ci fregano tutti, ed è pura idiozia affermare che se sei a posto non devi temere niente, una frase scherzosa ha portato in prigione più di una persona, e con tutta la gente che, scherzando,  vuol uccidere qualcuno, per i giudici c’è da giocarci per vent’anni. Mettiamoci rimedio, finch’è possibile, andando avanti di questo passo saremo in balia del vento, del giudice, o del tiranno di turno. Occhio, quindi, sotto l’ombrellone, sulla spiaggia, sulla barca, in montagna, su di un picco, in una baita, non c’è solo Dio che vi ascolta, magari!, ma ci potrebbe essere anche un giudice che sente e provvede, e sono cavoli vostri!