Home Attualità Comunità, la famiglia al centro dell’azione amministrativa

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Comunità, la famiglia al centro dell’azione amministrativa
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Luglio 2011 06:27

Creare un distretto giudicariese a misura di famiglia, accelerando i tempi perché tutto il territorio adotti il Progetto Family e mettendo al centro dell’azione amministrativa i bisogni e le esigenze delle coppie con figli. Questi in sintesi gli obiettivi della Comunità delle Giudicarie tracciati ieri sera della presidente Patrizia Ballardini nel corso di un dibattito (oltre 90 le persone presenti nella sala conferenze della Comunità, con una netta maggioranza di donne) sulle politiche sociali dal titolo “La famiglia al centro”, al quale hanno partecipato anche l’Assessore provinciale alla salute Ugo Rossi, il dirigente del Progetto speciale coordinamento Politiche familiari e natalità della Provincia, Luciano Malfer e Paolo Rebecchi, direttore del Forum delle associazioni familiari del Trentino. 

Oggetto della serata le politiche e le iniziative messe in campo dalle amministrazioni pubbliche (a qualsiasi livello) per sostenere le famiglie. Ma – e questo era il quesito iniziale – perché le famiglie vanno sostenute?

“Esse – ha spiegato l’assessore Rossi – sono il nucleo fondamentale della nostra società e negli ultimi anni danno segnali di difficoltà. Un dato su tutti: nel 2000 in provincia di Trento si sono registrati 2.500 matrimoni, nel 2009 erano mille in meno”. E ancora, il problema della denatalità, che vede l’Italia sempre più giù nelle classifiche internazionali, con una popolazione che invecchia progressivamente, seconda solo al Giappone fra i paesi industrializzati in questa particolare classifica di “anzianità”. E poi il problema delle strutture di supporto ai genitori con figli, come asili nido e scuole materne, e del rapporto con le imprese per ottenere un giusto riconoscimento del periodo di maternità per le dipendenti donne.

“Per affrontare tutte queste complessità – ha detto Rossi - la Provincia, convinta che investire sul nucleo familiare sia basilare per la crescita della società e anche dell’economia (e l’esempio della Germania in questo senso è paradigmatico), ha messo in campo importanti risorse e una normativa esaustiva che ha trovato collocazione nella legge provinciale 1 del marzo 2011. Si tratta di uno strumento legislativo molto complesso, approvato in Consiglio provinciale con il fondamentale apporto delle opposizioni e dunque molto condiviso, che ha tra i suoi obiettivi quello di assicurare benessere alle famiglie e aumento della natalità. A supporto le iniziative a più livelli previste dalla legge abbiamo destinato per il primo anno risorse per 16 milioni di euro”. Una normativa stilata anche grazie al confronto con il Forum delle associazioni familiari trentine, che ha recitato - nel corso dell’iter legislativo – il ruolo di interlocutore e portavoce delle esigenze dei nuclei familiari, come sottolineato dal direttore Rebecchi.

La l.p. 1/2011 si inserisce in un quadro di grande attenzione al “sociale” messo in campo dalla Provincia e rappresenta uno dei quattro grandi pilastri del settore assieme a sanità, lavoro/welfare e politiche di reddito (ammortizzatori sociali) che la Provincia avoca a sé in nome dell’autonomia legislativa e – per quanto riguarda le politiche del lavoro – in base al famoso “Accordo di Milano” per il contenimento del deficit stipulato con il Governo. Essa punta a realizzare in Trentino un “sistema nordico di welfare” sempre stando alle parole dell’assessore Rossi, che guarda ai paesi del nord Europa come modello in questo settore. Sostegno alle strutture come asili nido, tagesmutter, scuole materne; abbattimento delle tariffe per le famiglie più numerose; assegno mensile di natalità per le neo-mamme; sono alcuni fra i tratti più incisivi della nuova normativa. Accanto ad essi una generale attenzione - in ogni specifico campo - alle esigenze delle famiglie, con crescenti sgravi e agevolazioni proporzionali al numero di componenti. “La legge si propone – ha spiegato il dirigente Malfer che segue il progetto – di creare le condizioni per dare ai cittadini fiducia verso il futuro e alle famiglie il coraggio di realizzare in serenità i propri progetti di vita”.

All’interno di questo contesto si inserisce il Progetto Family, già adottato dai paesi della Val Rendena. Un’iniziativa che consiste in una serie di attività, sgravi, strutture dedicate alle famiglie, rivolte agli abitanti del luogo e anche ai turisti. “Per questo – ha detto la presidente Ballardini in chiusura di serata – ci stiamo attivando come Comunità per ottenere in breve tempo questo marchio per tutte le Giudicarie, trasformando il nostro territorio in un distretto a misura di famiglia, una parola che ci sta a cuore e che infatti ritorna tante volte nel nostro programma di legislatura”. In questo senso il ruolo della Comunità delle Giudicarie sarà essenziale per stilare le priorità per il proprio tessuto sociale, partendo da un’attività di ascolto e monitoraggio dei bisogni. Positivi gli interventi in sala, che hanno messo in luce come sia in effetti importante il sostegno economico di questo settore, ma sia altrettanto necessario, per fare davvero un salto di qualità, soprattutto un intervento di tipo culturale che riporti la famiglia “al centro” della percezione del trentini.