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ZAmpiccoli: "Il dopo Dellai? Chiediamolo a Dellai"
Scritto da r.b.   
Venerdì 08 Luglio 2011 05:22

Con le  elezioni provinciali del 2013 vedremo al vertice della Provincia un homo novus  oppure ci terremo Lorenzo Dellai per altri cinque anni? Difficile fare ipotesi oggi, tuttavia divertiamoci con qualche divagazione estiva in salsa politica. In Italia ci sono due scenari: un voto anticipato - magari già nel prossimo autunno – e il voto alla scadenza naturale, che comunque cadrà prima del  voto trentino. 

Sia in caso di elezioni anticipate o a scadenza naturale si tratterà di capire cosa intende fare il buon Lorenzo. Andare in Parlamento o restare qui?

Se optasse per  Roma – e ne avrebbe pieno diritto  - è chiaro che avrebbe bisogno del sostegno dell’intero centro sinistra e quindi la sua successione sarebbe un fatto interno al centro sinistra, posto che il centro destra non ha alcuna possibilità di esprimere alternative convincenti, né tanto meno divine. E allora chi potrebbero essere i successori ?  A fiuto diremmo che sarà un uomo del Pd. In cambio del sostegno a Dellai il Pd si garantirebbe così il vertice di piazza Dante. Olivi o Pacher? Pacher ha fatto sempre staffetta con Dellai, però Olivi ha santi in paradiso da non scherzare e quindi potrebbe essere quello che si dice “un temibile concorrente”.

E gli Schelfi, i Molinari, i Rossi? Se il quadro politico trentino non subirà scossoni – e l’unico scossone potrebbe venire da Roma e spiegheremo poi il nostro punto di vista – le chanches di questi pur stimabili aspiranti non sembrano molto alte. Schelfi si lascia alle spalle una Cooperazione, la cui gestione non è certo un buon biglietto di presentazione (vedi  cantina di Lavis, caseificio di Fiavè ecc. ), Molinari è un ex pidi e si sa che di solito che ex compagni non perdonano. Rossi fintanto che sta col centro sinistra non passerà mai perché la sinistra – autonomia a parte – non gradisce molto il quadro valoriale del Patt. Lo considerano di destra e culturalmente un po’ troppo nostalgico.

Ma prima delle elezioni provinciali ci saranno, prima o poi, quelle nazionali. I risultati di queste ultime potranno avere qualche ricaduta sugli attuali equilibri e sugli schieramenti odierni del Trentino? Il quadro nazionale è in fermento e non è detto che lo scenario di oggi sia quello che si parerà davanti tra qualche mese. Forse per questo ci potrebbe essere qualche sorpresa.

Dando per scontato che Berlusconi non si ripresenti a chi passerà il testimone ? Alla Lega, a Tremonti o a Casini ? E Di Pietro, adesso che è preso da humana pietas per Berlusconi,  dove andrà a parare? E’ un soggetto non facilmente prevedibile e ci si può aspettar di tutto. Facciamo finta che Casini, che ideologicamente e strutturalmente è di destra, decida di togliersi di torno Pd, Sel e sinistre varie, di mettere in piedi invece un Terzo polo serio e di allearsi infine con il Pdl ?  Vincerebbe le elezioni e guiderebbe la baracca.

Ma in questo caso cosa potrebbe accadere in Trentino?  Se a Roma il timone del comando dovesse passare ad un esponente dell’area cosiddetta di centro, sicuramente a Tarolli e a qualche altro ex democristiano trentino si rizzerebbe l’orgoglio e rilancerebbero anche qui la scommessa di un’area moderata di centro. Ma questo benedetto Terzo polo o area moderata di centro è un’ipotesi possibile o un sogno campato in aria per nostalgici della Prima Repubblica ? Secondo noi non  è un’ipotesi da scartare in assoluto perché oggi c’è in giro molta gente scontenta del sistema bipolare, stanca di essere costretta a schierarsi anche obtorto collo o con la destra o con la sinistra. Ci sono tanti delusi del Pdl ma ci sono tanti scontenti anche nell’Upt per una convivenza col Pd che non sempre è facile, c’è poi l’Udc che bene o male un 6/7 per cento se lo porta casa, c’è il Patt che col Pd sta come i cavoli a merenda. Metti assieme qui, metti assieme là forse qualcosa potrebbe nascere purchè – e qui sta il nodo vero  – all’interno di questa area ora magmatica venga a galla un vero leader. Perché come dice il politologo Sergio Fabbrini oggi la politica, che è specchio di una società liquida, ha bisogno di leadership forti e autorevoli ( non autoritarie ). Van bene gli schieramenti, van bene i programmi ma se non c’è un leader tutto il resto è fantasia. Scenari impossibili ? Può essere ma in politica mai dire mai.

Intanto a  conclusione di questa …sconclusionata performance estiva rebus sic stantibus una cosa è certa: se alle elezioni provinciali si arriverà col quadro politico di oggi, ovvero con un centro sinistra che va dal Pd all’Udc, , il bastone delle decisioni sarà saldamente in mano di Dellai. Sarà lui  a decidere se andare a Roma, se restare qui per altri cinque anni e sarà ancora lui a benedire eventualmente il suo delfino. Se invece si formasse un Terzo polo serio, vale a dire sganciato dalla logica e dalla gabbia bipolare, vabbè allora qualcosa potrebbe accadere. Chi vivrà, vedrà.