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Giovanazzi: “Aspettiamoci anche colpi di scena”
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Luglio 2011 05:21

“La situazione per il dopo Dellai è complessa, e non escludo sorprese”. Così Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale di Amministrare il Trentino, personaggio popolare e dinamico addentro alle cose politiche trentine.

Un sorriso, di quelli sornioni che gli “scappano” anche in Consiglio provinciale quando magari è intento a presentare un disegno di legge o – come gli è capitato di recente – a fare ostruzionismo su un ddl della maggioranza rivela tutta l’incertezza del dopo-Dellai, ma anche la curiosità per vedere “come va a finire”.

Allora Giovanazzi quali scenari vede per il 2013?

La situazione è molto ingarbugliata. Dellai in questi anni non ha fatto crescere “delfini” attorno a sé e bisogna anche dire che molti politici anche di primo piano si sono accontentati di vivacchiare all’ombra del presidente. Ed ora, come conseguenza di questo comportamento, ci ritroviamo una situazione molto “friabile”.

Come la vedrebbe una donna presidente?

Molto bene, potrebbe rappresentare un segno di novità importante e dare un segnale generale alla politica. Però non vorrei che questa mia frase potesse essere scambiata per un “disco verde” per alcune protagoniste della politica attuale che mai potrei vedere sulla sedia di presidente. D’altra parte invece la politica ha espresso lodi per personaggi femminili che vengono dal mondo dell’impresa e dell’industria (vedi Ilaria Vescovi, ndr.); candidature ottime perchè rappresentano un mondo importante, anche se non so fino a che punto quelle lodi fossero sincere. Altri nomi usciti, pur “pesanti”, rappresentano invece un universo troppo ampio, finendo così per non rappresentare in realtà nessuno.

Qual’è il nocciolo della questione, la difficoltà politica di trovare un successore di Dellai?

Innanzitutto occorre superare il dualismo Pd-Upt, ed è per questo che secondo me si opterà per una soluzione “esterna” all’attuale giunta e anche all’attuale Consiglio provinciale, con un nome che possa essere trasversale ai due partiti e anche al Patt. Per questo è una soluzione intricata. A meno che non si decida di eliminare direttamente il motivo del contendere passando attraverso il Consiglio provinciale.

Sta parlando della legge che tolga il limite delle quattro candidature di cui si vagheggia da tempo? Lei la voterebbe?

Proprio quella, secondo me non è escluso neanche un colpo di scena in questo senso. Non penso la voterei, anzi la riterrei quantomai azzardata ed incoerente. Essa anche a livello simbolico andrebbe contro quello che diciamo pubblicamente da anni, ossia la necessità di aprire il mondo della politica ai giovani e a forze nuove. Anzi, davanti al quotidiano sfascio della politica a livello nazionale, occorrerebbe proprio nuova linfa.

C’è qualche “mina vagante” nella corsa alle prossime elezioni, che possa sparigliare gli equilibri?

Direi Silvano Grisenti, che per molti politici rappresenta una preoccupazione (e qui sorride) anche se ostentano tranquillità. Lo è ancora di più in un contesto come quello attuale in cui si cerca la collegialità a tutti i corsi, la partecipazione: in sintesi si coinvolgono tutti... per non fare niente. E’ chiaro che in una situazione siffatta una certa dose di pragmatismo sia da molti auspicata e abbia il suo fascino.