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Pieve di Bono, conti in ordine
Scritto da Attilio Maestri   
Venerdì 08 Luglio 2011 06:18

Con riferimento agli articoli pubblicati nei giorni 24 e 25 maggio u.s. sul quotidiano “L’Adige”, tengo a precisare che il nostro caso non deriva da una gestione “allegra” del bilancio né, tantomeno, dal voler essere i “furbetti” del Trentino; non mi risulta che il comune di Pieve di Bono sia “sull’orlo della bancarotta” e, con la delibera in questione la Provincia non ci ha coperto “buchi” o pagato debiti ma, come legittimamente richiesto su una legge in vigore (che prevede tra l’altro la possibilità della Provincia di “concorrere agli oneri correnti derivanti da accadimenti di natura straordinaria o imprevedibile non finanziabili con le normali risorse di bilancio”), ci ha rimborsato le quote che, alle singole scadenze abbiamo regolarmente pagato a Patrimonio del Trentino. 

Questo in virtù di accordi condivisi con la stessa Provincia nel 2009 e individuati per affrontare una criticità emersa in un servizio primario come l’istruzione (se si fosse trattato di un finanziamento in conto capitale per l’acquisto delle strutture, come si era inizialmente paventato, il problema non sarebbe sorto). Fatto sta che - causa queste notizie non rispondenti alla realtà - la reputazione del nostro comune e mia personale è stata messa in discussione e presa ad esempio di malgoverno e sperpero di risorse pubbliche.

Va invece precisato che dal 2005, anno del mio insediamento, i bilanci del Comune di Pieve di Bono, pur non permettendoci “voli pindarici” soprattutto nella parte ordinaria, si sono chiusi con un congruo avanzo e con indici finanziari positivi; non siamo rimasti comunque ad aspettare la “manna dal cielo” e ci siamo attivati per trovare risorse proprie e risparmi di spesa (con investimenti soprattutto in campo energetico) per evitare di mettere troppo le mani in tasca ai censiti.

Le politiche di investimento, volte allo sviluppo del territorio, vengono fatte tenendo conto delle risorse disponibili, delle “potenzialità” di spesa e, per quanto riguarda le opere sovra-comunali, vengono concertate con gli altri comuni al fine di evitare sprechi e doppioni, senza fare “passi più lunghi della gamba”.

Per questo la vicenda in questione provoca amarezza e disappunto, soprattutto nel costatare come in pochi istanti e senza motivo, se non quello della ricerca esasperata del “caso”, qualcuno possa “unilateralmente” mettere in discussione e in cattiva luce anni di lavoro e impegno quotidiano. Una domanda, tra le tante altre, mi sorge spontanea: perché al buon giornalista, e al suo direttore, è sfuggito che (solo per riprendere l’ultima della serie), con delibera n. 3029 del 23 dicembre 2010 la Giunta Provinciale ha finanziato sulla stessa legge altri 60 comuni con ben 2.168.455,34 di euro? Non ricordo titoloni e lezioni morali in quell’occasione (nemmeno da coloro che sono intervenuti, anche in questo caso ignorando la realtà dei fatti, commentando la notizia negli articoli del 25 maggio u.s.). Contro “i piccoli comuni” si può inventare la notizia a sensazione e comportarsi in modo arrogante?

Ho peraltro scritto personalmente due volte, il 24 maggio, al direttore de “L’Adige” (le comunicazioni sono disponibili, per chi le vuole leggere, sul sito www.impegnoperlapieve.it), fornendo gli elementi per una rettifica e la richiesta di pubblicare una smentita che però, ad oggi, non è arrivata e che non ritengo certamente assolta con la pubblicazione, in data 31 maggio 2011 nella penultima pagina del giornale nella sezione “Lettere e commenti”, di stralci della lettera inviata dal nostro assessore Susini, arbitrariamente “censurata” nella parte che sottolineava il comportamento scorretto del giornalista e del direttore dell’Adige.

Con po’ di umiltà, quella che sarebbe servita per ammettere l’errore, non si sarebbe probabilmente riparato al grave danno creato ma almeno si sarebbe data la possibilità di fornire una corretta informazione ai lettori, offrendo il legittimo diritto a chi è accusato ingiustamente di potersi difendere. Per questo motivo mi sono riservato, assieme alla Giunta, di valutare quali eventuali azioni intraprendere a tutela della reputazione e dell’onore dell’amministrazione che rappresentiamo.

Per integrazione e completezza di quanto sopra riportato, ricordo che i dati di bilancio sono rigorosamente certificati dal revisore dei conti e sono evidenziati nei rendiconti portati all’attenzione e approvati ogni anno dal consiglio comunale che, relativamente ai bilanci gestiti nel corso del mio mandato, non presentano “criticità” tali da far presupporre gli scenari catastrofici che il “titolone” in prima pagina ha dato per certi all’opinione pubblica.

Tutto questo “nonostante” nello stesso periodo siano stati garantiti la qualità dei servizi comunali e realizzate o programmate opere pubbliche per oltre 15 milioni di euro. Naturalmente tutti gli atti sono a disposizione di chi ne volesse prendere visione.


Pieve di Bono, giugno 2011 -

Il Sindaco - Attilio Maestri