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Upt in Giudicarie: chi l’ha visto?
Scritto da Massimo Caldera   
Domenica 12 Giugno 2011 19:56

Come nella famosa trasmissione di RAI 3 “Chi l’ha visto?” anche l’UPT in Giudicarie sembra essere scomparso dalla circolazione soprattutto dopo le elezioni provinciali del novembre 2008 in cui si riconfermò, come in precedenza,  il primo partito nel Comprensorio C8.

Infatti da allora abbiamo assistito ad una lenta, ma inesorabile, perdita di terreno in favore del PD che di fatto, con le elezioni della Comunità del 24 ottobre scorso, è diventato il primo partito suggellando un “sorpasso” storico, seppur di poco, ai danni dell’UPT.

Anche se alla cosa è stato data poca importanza, politicamente ha un significato non indifferente in una terra dove, nel corso degli anni, la DC, il PPI, la Margherita e l’UPT l’hanno sempre fatta da padrone.

Le ragioni possono essere molteplici ma vanno ricercate soprattutto nell’autunno del 2009 quando l’UPT sostanzialmente si spaccò in due sull’elezione del coordinatore di Valle. Infatti vi fu l’elezione di Ferrari Piergiorgio che superò di soli 4 voti il giovane Appolloni  Omar.

Ragionevolmente il neo coordinatore, di fronte ad una tale pericolosa spaccatura, avrebbe dovuto mettere in campo un’operazione di minuziosa ricucitura per garantire l’integrità di un partito che comunque era di riferimento in quel momento in Giudicarie. Ma ciò non avvenne, anzi il nuovo coordinamento fu costituito in grande maggioranza da uomini vicini a Ferrari senza mai coinvolgere Appolloni (o altri vicini a lui) su nessuna decisione o ruolo all’interno dell’UPT delle Giudicarie in barba ad ogni elementare dialettica democratica che il buonsenso avrebbe richiesto. Questa, ovviamente, fu una scelta precisa allo scopo di garantirsi una maggioranza solidissima che lo avrebbe messo al riparo da qualsiasi “imboscata” avversaria.

La cosa ancor più grave fu la successiva totale apatia del partito dove per mesi praticamente rimase immobile quando, invece, avrebbe dovuto proporre tutta una serie di iniziative sulle problematiche particolarmente sentite in Giudicarie quali la viabilità, il sostegno all’agricoltura (soprattutto nelle Esteriori), la sanità, il disagio giovanile, l’economia sostenibile, il turismo e quant’altro. Ma nulla di questo venne fatto e, ancor peggio, l’UPT veleggiò per mesi con una navigazione “pilotata” a vista finalizzata esclusivamente a portare il coordinatore, fresco di nomina, sull’ambita rampa di lancio per l’elezione a Presidente della Comunità.

Di fatto in luglio/agosto 2010 ci si è trovati a dover mettere insieme una proposta di candidatura per le imminenti elezioni che, guarda caso, vedeva come principale attore il coordinatore mentre, una alla volta, le alternative proposte (Marchetti, Riccadonna ecc..) vennero puntualmente affossate con forti  scontri all’interno del coordinamento di valle.

La precarietà e l’approssimazione delle trattative portate avanti dall’UPT con gli altri partners di coalizione (in cui Ferrari si trovava, tra il resto, nella curiosa parte di sostenitore di sé stesso) portò ad un unico ed inevitabile risultato: la presidenza della Comunità delle Giudicarie data sicura in quota all’UPT venne lasciata in mano agli esterrefatti dirigenti del PD giudicariese che sentitamente ringraziarono.

La storia, poi, la conosciamo tutti con la Ballardini (PD) che diventa Presidente della Comunità mentre l’UPT, nella persona di Ferrari, si deve “accontentare” della Vice Presidenza e di un partito che ora dovrà essere ricostruito praticamente da zero dopo averlo utilizzato come salvacondotto per la sua elezione. Curioso che proprio lui, che in passato ha sempre accusato Amistadi di gestire il partito “ad personam”,  si sia rivelato essere il degno interprete del detto “Chi ha il sospetto ha il difetto”.

Massimo Caldera