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Italia “truffaldina”... e il Trentino?
Scritto da Administrator   
Sabato 05 Febbraio 2011 23:50

Signor Amistadi, ho letto da qualche parte che, per la Corte dei Conti, l’Italia risulta essere ai primi posti in Europa per i reati di corruzione e truffa. Sono dispiaciuta, ma in fondo ho avuto la riprova di quanto scrivono ogni giorno i giornali dove vengono ripresi casi di corruzione e di attività illecite un po’ in tutta Italia, ma anche nel nostro Trentino. Come possiamo noi genitori trasmettere ai giovani il senso del dovere, dell’onestà, se i corruttori ed i lestofanti continuano ad agire indisturbati anche nelle nostre piccole comunità? 

Lorenza di Storo

 Non saprei che dire, tutti dovremmo compiere il nostro dovere e allora di certo le cose cambierebbero. Ma sono solo consigli che valgono poco, le parole non servono, servirebbero esempi, esempi quotidiani. Ma quelli che appaiono sui giornali, come dice lei, o quelli che magari abbiamo di fianco, sono tutt’altro che da imitare.
Non sono un moralista, nella mia vita ne ho visto di tutti i colori, ma mi sono rimasti dentro i valori che mi hanno insegnato i miei genitori, gente modesta, contadini, i loro insegnamenti per me sono stati preziosissimi: nessuna indulgenza per i disonesti, i corrotti,  e gli imbroglioni. Purtroppo l’Italia ne è piena, convengo, e si sta inquinando anche il Trentino, comprese le nostre piccole comunità, anche noi abbiamo imparato a barare, a comportarci male e dare la colpa agli altri. Farla franca, insomma, in barba a chi si comporta bene. Così fan tutti! Conoscerà anche lei pubblici amministratori che sono dove sono perchè li hanno voluti i loro sponsor politici, più che per meriti propri. Chi siano, che studi abbiano fatto, quanto valgono, se siano onesti o abbiano la fedina penale sporca, non interessa ai loro prepotenti protettori. Conta la spinta del potente, la sua protezione a scapito di altri, magari più preparati, ma meno disponibili a sporcarsi le mani e la faccia. E questo non avviene solo fra amministratori pubblici, anche minori, che strappano favori e benefici a chi li ha usati come galoppini e portaborse, ma l’osceno andazzo ammorba un po’ tutto, il mondo cooperativo, la società civile, anche il Trentino, ve l’assicuro. I vecchi valori, quelli dei nostri padri, devono tornare ad essere i nostri valori, prima che sia troppo tardi. Dobbiamo avere una guida sicura per continuare a convivere con un mondo sempre più alla deriva. Oggi ne sono convinto ancor più di ieri: se non si riscoprono i valori, non si ripristinano i principi, non si riqualifica il merito e se non si creeranno le nuove classi dirigenti puntando sulle capacità, l’impegno e la competenza, non ce la faremo come Paese, ma neanche come Trentino. La salvezza della nostra autonomia e del nostro futuro dipenderà solo dalla nostra intelligenza.
Adelino Amistadi