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Trentini al top della felicità, ma sarà tutto vero?
Scritto da Enzo Ballardini   
Sabato 05 Febbraio 2011 23:43

Parlare di felicità, in questo momento di crisi economica, non è per niente facile. Ma ogni anno sono sempre più numerosi gli studi che si interrogano intorno a questo aspetto così curioso e accattivante. E poi c’è da riflettere intorno al dilemma che da sempre ci tormenta, ovvero il rapporto tra ricchezza e felicità. Proviamo a cercare alcune curiosità, tra il serio ed il faceto, in questo studio, proposto nientemeno che dall’Istat,  da poco pubblicato sulla stampa quotidiana.


I trentini risultano i più soddisfatti d’Italia per quanto riguarda le condizioni di vita nel 2010. A rivelarlo è proprio il nostro Istituto di statistica, secondo cui il 60% dei trentini dà un voto decisamente alto - tra l’8 ed il 10 - alla propria situazione. Ma non sono tutte rose: i problemi, sentite, sentite,  sono rappresentati dalle difficoltà nel trovare parcheggio, dal traffico e dallo smog; possiamo accontentarci, forse poteva andare peggio.

Alla domanda “Attualmente quanto si ritiene soddisfatto nella sua vita nel complesso?”, la gran parte dei trentini ha dato un voto elevato. Tanto che la media ottenuta è di 7,7, la più alta d’Italia seguiti dagli Altoatesini (7,6) e davanti a valdostani (7,5), veneti e liguri (7,3); sei trentini su dieci hanno dato alle loro condizioni di vita dall’8 in su.
Con questa indagine, che è stata condotta dall’Istat nel corso del 2010 ed ha coinvolto un campione di 19 mila famiglie e 48 mila individui in tutta Italia, si conferma che la felicità risiede al Nord e che i Trentini, nonostante il loro carattere riservato e di poche parole, sono i più contenti. La maggiore insoddisfazione la troviamo nelle regioni meridionali, come Campania, Puglia e Sicilia, dove troviamo le percentuali più basse. Non vorremmo scoprire l’acqua calda rilevando che un certo peso, ovviamente, ce l’hanno le condizioni economiche delle famiglie. Ben il 71% dei trentini, infatti, ritiene che le proprie risorse siano “adeguate”, mentre il 24,3% le considera “scarse”. In Sicilia, per fare un esempio, il 48 per cento dei cittadini le ritiene “scarse”, mentre il 42% “adeguate”. In Trentino, inoltre, il 60 per cento degli abitanti è anche convinto che in futuro la propria situazione economica rimarrà inalterata rispetto ad oggi, mentre nelle altre regioni raramente si supera il 50 per cento.
Parlando di felicità non possiamo dimenticarci delle condizioni di salute.

E anche in questo caso il Trentino è al primo posto: l’87,7% si dice soddisfatto del proprio stato di salute. Inoltre, come testimonianza di una società ancora legata ad antiche  tradizioni, i trentini si fidano anche più del prossimo e sono contenti delle relazioni amicali e familiari.
Poi ci sono delle conferme che non richiedevano, per la verità, una grande analisi: i giovani sono più soddisfatti degli anziani ultra-settantacinquenni (con una media voto di 7,8 contro 6,8), così come chi lavora lo è più di chi è disoccupato (7,4 contro 6,6), i manager sono più “felici” (anche se di pochissimo) degli operai (7,5 contro 7,3) ed i laureati più appagati di chi ha la licenza elementare (7,4 contro 6,9). Non si notano, invece, particolari differenze nelle risposte dei maschi e quelle delle femmine: felici in egual modo.

La fotografia dell’Istat fa emergere, infine, anche qualche zona d’ombra. Si nota, infatti, come le preoccupazioni dei trentini siano legate principalmente alla difficoltà nel trovare parcheggio (32,9 per cento), al traffico (29,6 per cento), allo smog (27,7 per cento), alla difficoltà di collegamento coi mezzi pubblici (21,1 per cento) e al rumore (20 per cento). Fanno meno paura, invece, la sporcizia nelle strade (12 per cento) e la criminalità (9 per cento), problemi più marcati nel centro-sud del Paese.

Da questa indagine emerge come il Trentino sia in una situazione decisamente invidiabile rispetto ad altre Regioni italiane. Non risulta, invece, volutamente o no questo no si sa, se la soddisfazione della popolazione sia maggiore oggi oppure negli scorsi anni. Infatti tutte le analisi non fanno che paragonare la situazione tra le varie Regioni italiane stilando una classifica che misura le differenze tra le stesse più che avere un’idea di come stanno andando le percezioni nel tempo. Rispetto all’analisi della felicità della popolazione, numerosi studiosi stanno cercando di individuare precisi parametri per calcolarla in modo puntuale e poterla raffrontare tra le varie nazioni. C’è chi addirittura vorrebbe sostituire indici economici quali il Prodotto Interno Loro, il famoso PIL, con l’indice della felicita dei popoli, in quanto gli indicatori economici misurano il reddito e la produzione mentre l’indice di felicità tiene conto di anche di altri aspetti che sono altrettanto importanti per la vita delle persone. 
Intanto godiamoci il primato che ci viene assegnato e speriamo che questo ci renda più felici, allora almeno questa indagine sarà servita a qualche cosa.