Home Il Saltaro Ladri nelle case delle Giudicarie

Sfoglia il giornale

 

Maggio

Aprile

 

 

 

giornale delle giudicarie aprile 2014

Traduzioni e Comunicazione

Ladri nelle case delle Giudicarie
Scritto da Administrator   
Sabato 05 Febbraio 2011 23:39

Ahime! Il vostro Saltaro è immerso nei guai fino al collo. Buriane, tempeste, maledizioni mi stanno travolgendo da qualche giorno, immotivate. Sono indignato, mettono in discussione il mio lavoro di Saltaro, attento e vigile, controllore delle cose pubbliche e private, la bestia nera dei masnadieri, il Robin Hood dei prepotenti, lo Zorro delle Giudicarie.


Tutto a causa di tre ladruncoli, svelti ed astuti, che stanno rapinando mezze Giudicarie. Ogni giorno, stessa ora, stesso gruppo di marioli, alla stessa maniera, è stato profanato il suolo dei nostri paesi, le nostre case, i nostri averi.
Furetti che sembrano imprendibili nonostante la mobilitazione di intere comunità, pompieri, e carabinieri. Ho assistito dall’alto della mia postazione ad una scena esilarante da far-west, roba da Bud Spencer e Terence Hill. Uomini armati di bastoni, badili e quant’altro, inseguivano due dei maldestri ladruncoli, scoperti per caso, fra le case oscure ed i prati erti di un nostro paese fra i più importanti della val del Chiese. Hanno dato man forte i pompieri mobilitati, e cani sciolti di varia natura, si sentivano le voci e le ansie di un rione in subbuglio, gente che urlava, che vociava per rincuorarsi a vicenda. C’è stato perfino l’inseguimento del terzo, il palo che vagabondava a bordo della sua auto in attesa dei compari, ma la bizzarra serata, frenetica e convulsa, è finita nel nulla: i ladri  sono riusciti a svignarsela furbescamente, seppur con misera refurtiva, lasciando delusi e scocciati i volonterosi inseguitori. Ma non è stato l’unico caso. Il giorno prima a Storo, poi a Condino, a Breguzzo, a Pradibondo, a Creto, ed in altre località, stessi ladri, stesse modalità. Ora sembra che la banda si sia presa una pausa, o abbiano cambiato zona. Il tutto avveniva dalle cinque alle otto della sera, orari improbabili, ma, a ben pensarci, gli orari più propizi.

La gente era e rimane infuriata, non c’è più sicurezza, i vigili così attenti a gironzolare di giorno, potrebbero vigilare fino a tarda sera, quando c’erano le caserme dei carabinieri in ogni paese, queste cose non succedevano, chi ne ha più ne metta, la gente ce l’ha con tutti, è preoccupata. Si richiedono a gran voce provvedimenti, controlli, indagini accurate, cose sensate e talvolta esagerate, come succede  nei momenti di forte tensione. Poi il solito che fa lo gnorri: “Bei tempi quando c’era un Saltaro per paese a vigilare contro i furti e gli incendi, allora si era molto più tranquilli!”, e un altro: “Certo, oggi abbiamo il Saltaro delle Giudicarie, ma quello chiacchiera e basta e per il resto non combina niente! Parli di meno e controlli di più le nostre case!”. Per tutte le “escort” di Berlusconi! Porca vacca! Per le mille cime del Brenta! Ed altri fantasiosi improperi! Chi osa profanare il sacro nome del Saltaro che è storia, mito, leggenda! Io che centro?  Il mio lavoro è ormai un mestiere di concetto, vigilo, controllo, denuncio, nell’ambito del convivere comunitario, i miei interventi sfiorano le coscienze, incalzano gli animi reietti, braccano i mestatori, sollecitano rimedi, ma rimangono nell’ambito dello spirito, del discernimento, della probità civile, che altro potrei fare, stanco ed antico, etereo figurante del passato relegato a novello Savonarola contro gli usi e gli abusi del mondo, predicatore di virtù dimenticate, fustigatore di indegni personaggi, mestatori e parassiti. Questo mi rimane, e questo mi basta. Altri sono gli addetti alle cose terrene, armati di pistole e manette, a loro tocca intervenire.

Mi hanno sostituito nei secoli con baffuti gendarmi, poi con focosi carabinieri, oggi vigilano un po’ tutti: polizia municipale, vigili del fuoco, vigilanza boschiva, guardaparco, guardacaccia, guardapesca, vigilanza ambientale, agenzia antidroga, vigilanza sui locali pubblici pubblici, vigilanza paesaggistica, vigilanza sui lavori, vigilanza zoofila, vigilanza fitosanitaria, vigili dell’igiene, e mille altre altre vigilanze, comprese le ronde private, carabinieri in pensione,  alpini in congedo, e perfino gli Schutzen che hanno ripreso i loro compiti istituzionali, tutti attrezzati nel migliore dei modi: pantere, ieeps, auto civetta, elicotteri, cani segugi, autoambulanze, furgoni, fotocellule, cineprese, radar, geiger, ed altre mille diavoleria. Il territorio dovrebbe essere garantito, centimetro per centimetro. Non dovrebbe volare una mosca senza che sia autorizzata, che poi tre ladri di poco conto riescano a terrorizzare un’intera valle e farla franca, in barba a tutto e a tutti, questo è un altro discorso, un arcano che semina dubbi e e sospetti, qualcosa non funziona, è evidente. Ad altri, non a me, il compito di rincuorare gli animi tremebondi e di rassicurare la gente. Io rimango negli anfratti della storia e del cielo, scevro da vincoli profani, terreni, prosaici, la mia condizione di spirito libero me lo impone.

L’unico conforto che mi risolleva l’animo, confesso, è assistere ridente e maligno, alle scenate  che il mondo offre gratuitamente alle anime trascendenti. Da lassù, il gioco sempiterno delle guardie che rincorrono e dei ladri che scappano, dei bracconieri che sparano e dei guarda caccia che arrancano, degli amanti che flirtano e dei mariti che spiano, degli osti che annacquano e degli avventori che apprezzano, è un spasso micidiale. E sono mille le storielle misere della vita che potrei raccontare, vedo, sorrido ed annoto, col tempo, chissà, non mi venga la voglia di trasmetterle ai posteri il mio sapere, con le tecniche moderne anche agli spiriti verrà concesso il privilegio di scrivere e di ricordare. Ma non è ancora il tempo, io, da quassù, la vita che mi spetta la voglio vivere tutta, gaudiosamente, pienamente, sublimamente, a garanzia del vostro futuro e della mia imperitura impertinenza.