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Bonafini: “Occorre che la Provincia torni ad investire su grandi opere”
Scritto da r.b.   
Sabato 05 Febbraio 2011 22:00

Bonafini (panificatori trentini): “Viabilità giudicariese obsoleta, serve maggiore pianificazione. Occorre che la Provincia torni ad investire su grandi opere”
 
“Va detto, la viabilità giudicariese è obsoleta ed è chiaro che qualcosa di più andrebbe fatto”. Non utilizza giri di parole Emanuele Bonafini, presidente dei panificatori trentini e artigiano, commentando lo stato di strade e vie di comunicazione del nostro territorio.

 

Dunque nella scelta tra Metroland e strade Lei propende per le seconde?
Non è il fatto di fare una scelta, parliamo di cose oggettive. Metroland mi pare un progetto mastodontico, certamente futuristico e lungimirante, ma forse troppo; mi sembra che rappresenti un po’ una chimera, un progetto lanciato per far vedere che si pensa effettivamente a risolvere il problema della mobilità. Inoltre, il percorso individuato - che presuppone per i Giudicariesi il passaggio da Arco e Rovereto - non penso abbia grande appeal, anche in termini di tempo effettivamente guadagnato per raggiungere Trento.  Il guaio è che, mentre pensiamo e discutiamo su Metroland restano ferme opere ben più necessarie.

Del tipo?
Penso ad esempio alle opere stradali per sistemare definitivamente la tratta Idro-Campiglio; sono state fatti tanti “moduli”, tanti piccoli tratti, ma mai una grande opera complessiva di ampio respiro, come è stata fatta invece in Val di Fassa o in Val di Non. Dopo la positiva apertura della variante di Ponte Re c’è ancora molto da fare verso il Lago d’Idro e poi, proseguendo verso le Giudicarie, c’è tutta la Rendena da sistemare, anche per rendere effettivamente utile la circonvallazione di Pinzolo che si andrà a fare. Senza tralasciare il “nodo” di Comano Terme (variante e gallerie di Ponte Pià) che, attualmente, rappresenta un”imbuto” per la nostra viabilità.

Dunque cosa serve?
Serve che la Provincia prenda di petto la situazione e torni ad investire con forza su grandi opere, che vanno innanzitutto pianificate in termini di tempi. Progetti importanti e di ampio respiro che abbiano ricadute positive sull’economia del territorio, portando effettivi benefici per la viabilità a turismo e industria (oltre che ai cittadini) e contribuendo a rendere meno periferica la nostra valle. (r.b.)