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Saltaro, non parlare solo di politica!!
Scritto da Mario Musón   
Sabato 05 Febbraio 2011 22:56

Carissimo Saltaro,
nessuno sa ancora chi tu sia, ma dai tuoi interventi su queste colonne si intuisce che tu sia una persona in età ed a conoscenza della situazione giudicariese anche del passato. Penso che tu possa accettare una mia semplice richiesta: ossia, almeno qualche volta, lascia da parte i politici e gli amministratori pubblici del momento e parlaci, invece, degli uomini che hanno fatto le Giudicarie.

Cerca qualche pagina della vita giudicariese degna di essere ricordata e riproposta soprattutto ai giovani, ai quali non dobbiamo lasciare il segno del “tutto va male” e l’impressione che i nostri tempi sono fatti soltanto di “persone non all’altezza dei loro compiti istituzionali o comunitari”. Parlaci, ogni tanto, di queste nostre vallate e di questi nostri villaggi in cui tante persone oneste e laboriose hanno lavorato sodo, hanno sofferto, hanno faticato contribuendo in maniera determinante a lasciarci un patrimonio ancora ricco di reali contenuti positivi e di potenzialità degne di essere conosciute per poter essere realizzate. Ti sto chiedendo troppo o forse l’impossibile? Comunque, grazie d’avermi letto.

Tuo aff.mo Mario Musón

Grazie dei consigli, ma credimi, con rincrescimento, non posso accettarli né tanto meno seguirli. Tradirei la mia “mission” (sic!), mancherei al mio secolare dovere, dovrei cambiar nome e mestiere.
Sono anch’io convinto che viviamo in una terra di uomini dabbene, laboriosi, onesti, con uomini importanti che hanno fatto le Giudicarie, ma il mio compito non è quello di raccontare le virtù del passato, già lo fai tu ottimamente sul nostro giornale ed altrove, ma quello di vigilare, sovraintendere, presidiare, il nostro territorio, oggi, per denunciarne le mancanze, le carenze, le bassezze, palesando tresche ed inciucci, strigliando i faccendieri che sempre più stanno insidiando la nostra vita sociale. Il mio appuntamento mensile non è altro che la relazione che nel passato il Saltaro faceva oralmente ai Consoli che governavano le nostre “vicinie”, così mensilmente espongo al popolo le le storture e le prepotenze che rilevo nel mio continuo vagabondare. Denunciando le ingiustizie, i cattivi comportamenti, il degrado sociale, sono convinto che qualcosa possa restare, qualche disonesto arrossire,  qualche politico meditare, qualche genitore rinsavire. Il mio è un mestieraccio. Prova ad immaginarmi immerso nelle nebbie eteree, fra nubi piovose e nevi perenni, e potrai capire le mie sofferenze, ma te lo assicuro, preferisco continuare nel mio compito periglioso piuttosto che trasformarmi in un cantastorie o, peggio ancora, in un patetico narratore di cose antiche, non ne sarei capace, e tradirei molti lettori del GDG, che mi aspettano puntuali per complimentarsi, alcuni, per commiserarmi, altri, a seconda se hanno più o meno la coda di paglia. La mia vita è questa, da secoli e nei secoli, amen.

Tuo grande estimatore da sempre, con affetto
il Saltaro delle Giudicarie