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Traduzioni e Comunicazione

Le tre questioni
Scritto da Adelino Amistadi   
Lunedì 08 Novembre 2010 22:40

Bon, è andata. La bagarre delle elezioni per la Comunità di Valle è finita.  A caldo non conviene esprimere giudizi su come sono andate le cose, anche perchè, dalle dichiarazioni, sembra che abbiano vinto tutti, meglio di così non poteva andare.
Una cosa è certa: bisogna chiedersi se la scarsa affluenza al voto sia dovuta alla qualità dei candidati o alla scarsa fiducia della gente nella nuova istituzione, comunque sia c’è urgente necessità di un forte recupero di credibilità sia verso le persone sia verso la stessa Comunità.

Determinanti saranno i primi passi della nuova amministrazione, e del nuovo Presidente nella persona di Patrizia Ballardini, campigliana, giovane di provate capacità; sarà lei, infatti, a condurre le danze dell’immediato e del futuro delle nostre valli. Non sarà un compito facile, serviranno attributi (sic!), intelligenza ed equilibrio, doti sempre più rare fra gli amministratori, la struttura c’è e ben oleata, i funzionari ereditati sono capaci e competenti, la figura di Patrizia Ballardini sarà dirimente e decisiva.
Sono tre le questioni che potranno subito  dare il segno della sua determinazione  nell’affrontare questa grande scommessa, un paio contingenti, ma basilari, ed una più in la nel tempo, ma altrettanto importante. Noi ci permettiamo qualche rispettosa considerazione.
Prima questione: la formazione della Giunta. E’ evidente che si dovrà tener conto delle varie zone e della loro rappresentanza, su questo non ci sono discussioni. E’ così da sempre, se si vuole garantire competenza ed equilibrio nella gestione di un territorio particolarmente ampio come quello delle Giudicarie. Ma nella scelta  degli assessori, sette in tutto più il presidente, sarebbe doveroso evitare i giochetti di sempre, spinte, pressioni, spartizioni, manuali Cencelli o peggio ancora metodo Mastella, roba da vecchia politica tutta da dimenticare. Agli assessori venga richiesta competenza, entusiasmo, cultura, senso d’appartenenza, disinteresse personale, doti di integrità morale e comportamentale; solo così si recupererà credibilità ed autorevolezza presso la nostra gente che potrà avvicinarsi alla Comunità con maggiore interesse e partecipazione di quanto dimostrato nella tornata elettorale. Presentarsi con una compagine di facce nuove, possibilmente giovane, senza cariatidi, preparata, disinteressata e piena d’entusiasmo, potrebbe essere la scelta migliore, quella più gradita ed apprezzata dai Giudicariesi. 
Seconda questione: il coinvolgimento dei Comuni. La nostra è una comunità composita formata da ben 39 Comuni di lunga storia e grandi tradizioni; il pensare di voler governare il territorio senza la loro vicinanza, sarebbe illusorio oltre che profondamente ingiusto. La neo-presidente ha già espresso, in più occasioni, la volontà di voler avvalersi della collaborazione dei Comuni e di agire in sinergia. Dovrà quindi essere garantita in Giunta una qualificata rappresentanza per poter aver un prezioso tramite nei vari momenti di confronto che potrebbe non essere sempre facile con gli amministratori comunali.
Terza questione: i rapporti con la Provincia. Si dice che la Presidente Ballardini sia stimata dal Presidente Dellai per le sue doti professionali e le importanti esperienze effettuate in ogni parte del mondo, il che non guasta. Il problema ora è farsi apprezzare anche dalla gente giudicariese. Il Presidente della Comunità è il rappresentante delle Giudicarie, del suo popolo, della sua storia, delle sue tradizioni, deve farsi carico di tutti i problemi annosi che penalizzano da sempre le nostre valli, si deve preoccupare del loro sviluppo, del loro futuro. Sarà necessario allora porsi nei confronti della Provincia, chiunque ne sia il Leader, quale leale, dignitosa controparte, orgogliosa del proprio ruolo e della gente che rappresenta, senza pregiudizi, ma, altrettanto, senza remore ed imbarazzi immotivati. In primis, bisognerà accordarsi sulle cose da fare. Credo si debba istituire un tavolo paritetico Provincia-Comunità per esaminare la situazione all’oggi e programmare e calendarizzare gli interventi. Sarà più difficile sollecitare ed ottenere deleghe, il vero snodo della riforma, se crediamo nel decentramento. Ci dovrà essere prudenza da parte della Comunità, le competenze si dovranno richiedere quando saremo sicuri di farle funzionare al meglio, le dovremo rivendicare con forza e determinazione, si incontreranno resistenze da parte di Trento è ovvio, eppure dovremo essere intransigenti e pretendere il massimo rispetto per le nostre prerogative.
Solo ponendosi come controparte costruttiva, ma decisa e determinata, potremo costruire una Comunità vicina alla gente, con deleghe e competenze gestite con attenzione e sollecitudine, dimostrando così d’essere in grado di autogovernarci nell’esclusivo interesse delle genti giudicariesi.
Ci sarebbe anche una quarta questione che riguarda la conduzione e il coinvolgimento dell’Assemblea che rimane pur sempre numerosa, ma di questo ne parleremo all’insediamento della stessa. La chiudo qui. In attesa di vedere i primi passi di questa avventura, umilmente abbiamo dato qualche consiglio che abbiamo raccolto fra la gente, senza pretese, come sempre, adesso tocca alla Presidente Ballardini, noi saremo scrupolosi osservatori e critici, se sarà necessario, pronti a riconoscere i meriti come a denunciarne le carenze, nel solo interesse della nostra terra, le Giudicarie per sempre!
Adelino Amistadi