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Alla ricerca dei giovani che... non ci sono
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Lunedì 13 Settembre 2010 06:12

Alla ricerca dei giovani che... non ci sono. La politica deve interrogarsi perché sempre più spesso i ragazzi se ne disinteressano e la guardano con grande diffidenza.
Ben venga l’autunno! Mi sono stufato di sole canino e di caldo afoso. Ho trascorso l’estate ad ammirare dall’alto l’impudicizia umana, cosce d’ogni tipo, tette di varie misura, belle e bellone intronate su sdraio insicure, ruderi e macerie umane nel patetico tentativo di fermare il tempo per concedersi gli ultimi scampoli di fisica esuberanza, un povero mondo pieno di vanità, fatue illusioni, apparenze, speranze, miraggi di gloria, chimere artificiose, destinato alla fine dell’estate al disincanto, alla delusione, al richiamo prosaico della realtà di tutti i giorni, di tutto l’anno: lavoro, se c’è, e tribolazioni. Questo vale anche per il vostro Saltaro che, scevro da ogni tentazione, ha saltellato da una nuvola all’altra alla ricerca di un’oasi di frescura per sopravvivere, oziando come non mai, libero da pensieri e da immediate preoccupazioni.

Con i Giudicariesi al mare, ho seguito l’onda, come sempre, accanto a loro, così com’è mio costume e mio dovere. Bella la nostra gente, gente di montagna, che fa la sua figura, eccome!, anche immersi nel mare d’Italia. Belle le nostre famiglie ancora unite e solidali, ed aitanti i nostri ragazzi, forse un po’ solenghi, ma solidi e per bene. Mi piacciono i nostri giovani, ormai fuori dalle miserie, son cresciuti in statura rispetto ai padri rimasti schiacciati dalle fatiche e dalla fame, mostrano al mondo un portamento fiero, degno dei nostri avi, fronte spaziosa, intelligenza acuta, futuro garantito: fanno ben sperare per il nostro domani e della nostra terra. Macchè! Hanno ben altro a cui pensare, il futuro nostro e loro, non li sfiora nemmeno, si disinteressano della politica e della comunità, non gliene frega niente, vivono allegramente la buriana della vita. D’altronde, con la baraonda che domina la politica italiana, la corruzione che impera, puttane e puttanieri, P 2, P3, P4, e chi più ne ha più ne metta, cos’altro possono fare i nostri, se non mandarci tutti a quel paese e buonanotte! Al vostro Saltaro, intristito dall’amara realtà, non resta che rimembrare tempi migliori. Oddio, nei secoli, ci furono tempi di gran lunga peggiori, la povertà, la miseria, le pestilenze, la guerra, i morti, le vedove e gli orfani, l’emigrazione di mezzo Trentino, poi il Fascismo ed ancora la guerra, e ancora morti, vedove ed orfani. Eppure la gente nostra soffriva e partecipava, non si contano gli eroismi, le imprese, le virtù manifeste di intere comunità, giovani gloriosi che hanno difeso e creato le Giudicarie, uniti nel fascino di un futuro migliore. Nacquero le ideologie della storia, e i Giudicariesi le abbracciarono con entusiasmo, nel bene  e nel male, bianco, rosso, rosa, verde, azzurro, nero, erano i colori che si spingevano a militare in politica ed ad interessarci ad essa, con l’afflato della buona fede, nutrendo speranze per un mondo migliore. C’era idealismo diffuso, ed i giovani venivano attratti dal fascino dei valori, dalle grandi utopie che dividevano il mondo, si era di qua o di là, ma da qualche parte si era, convinti e pronti a fare la propria parte. Oggi non più. I partiti sono ridotti a comitati elettorali, talvolta a comitati d’affari, non hanno un’anima, né tanto meno una identità. Sono afflitti, spesso, da contrapposizioni personali, nemici fra gli amici, ed inseguono un’opinione pubblica sempre più smarrita. Prevalgono gli interessi e gli interessati, si impongono personaggi di dubbia trasparenza ed onorabilità, e l’adesione a questo o a quel partito deriva, nella migliore delle ipotesi, da simpatie personali verso questo o quel personaggio, ma il più delle volte per i vantaggi che se possono trarre. Invidie, gelosie, interessi personali impediscono il formarsi di nuova classe dirigente. Rimangono i peggiori. Così oggi che non è più in ballo il mondo, né ci dividono visioni diverse, né i vari partiti hanno diverse prospettive, oggi rimane un solo obbiettivo: il potere. Il potere è un mostro che ti prende dentro, che una volta assunto nessuno vuole più perdere. E’ sempre stato così e sempre così sarà perchè l’uomo è, per natura, avido, esposto a mille tentazioni quando gli si offrono. Ed allora il tutto viene ricondotto al potere, personale, per la gran parte, di gruppo, di clan, di cricca per dirla con termini attuali. Ed al potere s’allignano una fauna maldestra di profittatori, faccendieri, lecchini, portaborse, perchè altro non sanno fare, non avendo né arte né parte. Così la politica si riduce alla gestione interessata del potere e nient’altro. Proclamando a destra e a manca d’avere a cuore la salute della collettività, di possedere le chiavi dello sviluppo e della felicità, in effetti pensano solo a tirare l’acqua al proprio mulino, a fare ciccia solo per sè e per i propri compari ed a prepararsi una tranquilla rielezione. Allora che spazio rimane ai nostri giovani volonterosi, è così difficile giustificare la loro lontananza dalla politica, il loro rifiuto di intrupparsi, di diventare giuppini senza ideali, senza valori, al servizio del capo e capetto di turno? L’impegno, la passione, la voglia di mettersi in gioco sono sufficienti a superare gli ostacoli,  le insidie, le trappole che una politica degenerata dissemina un po’ dovunque sulla strada della partecipazione dei giovani alla vita sociale e collettiva? Purtroppo i migliori spesso mollano e si dedicano ad altro. Questa è la preoccupazione del vostro Saltaro sul futuro delle Giudicarie, del Trentino e dell’Italia intera. Che la Madonna dei Larici, patrona delle Giudicarie, sappia incoraggiare i nostri giovani a giocarsi le palle con la Comunità di Valle, hanno tutto da guadagnare, ma ancor più San Vigilio e San Venceslao, protettori dell’intero Trentino, volgano lo sguardo clemente verso la politica ed i politici provinciali, ce ne sono di tutti i colori e dalle multiformi intelligenze, li scovino dai loro lussuosi tuguri, illuminino le loro menti offuscate dall’ozio, dall’inazione, dall’infingardaggine, che dicano finalmente qualcosa, chè parlare non è fatica, spieghino a noi, popolo di Dio, il perchè della loro neghittosità, fannullaggine, si impegnino non tanto a lasciare il potere (poveri cristi!), ma almeno servire a qualcosa, a qualcuno, così da giustificare almeno in parte i loro costi, le loro regge, i loro privilegi, i loro viaggi, amanti ed “escort” compresi. In quanto all’Italia è cosi incasinata che di certo anche Santa Caterina da Siena, sua patrona, riuscirà a fare ben poco, chiami in aiuto tutti i santi del Paradiso (ci vogliono davvero tutti!), e rimettano questa nostra povera terra sui giusti binari, anche se perfino i binari ultimamente ci riservino sempre più tragiche sorprese. Amen