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Comunità e lottizzazioni, un falso problema
Scritto da Administrator   
Lunedì 13 Settembre 2010 06:01

Dunque tutti alle urne, domenica 24 ottobre. Le Comunità di valle sono realtà e da quella data in poi esse diventeranno, appieno, organi istituzionali di questa Provincia. Che poi funzionino effettivamente e non ricadano nelle secche gestionali che furono dei Comprensori è altra storia. In questi giorni, però, l’attenzione è stata tutta per la “lottizzazione” delle poltrone da presidente, con le “spartizioni” delle varie vallate tra Upt, Patt e Pd. Ora, è chiaro che possa essere uno spettacolo non molto edificante e che possa far storcere il naso ad alcuni perbenisti della politica (che evidentemente fanno finta di non sapere come sono andate le cose negli scorsi 60 anni – e forse anche prima – a tutti i livelli di governo, in tutt’Italia).

Uscendo però da questa concezione verginale della politica occorre dire che:
1. quando si arriva ad un certo livello di complessità organizzativa di un ente, giocoforza entrano in campo i partiti;
2. nel caso delle Giudicarie si tratta in fatti di organizzare liste da 39 a 78 componenti, cosa difficilissima da attuare senza avere alle spalle un’organizzazione (sull’effettivo grado di organizzazione di alcuni partiti è poi lecito dubitare..) di qualche tipo;
3. uno dei proponimenti della legge 3 del 2006 era proprio quello di “portare” la politica anche nelle valli, visto che si va a discutere e ad occuparsi direttamente di competenze importanti, che meritano un certo grado di approfondimento.
Nulla di strano, quindi che i partiti entrino eccome in questa partita. Il problema semmai non è quello di estromettere i partiti dalla gestione delle Comunità di valle, ma piuttosto quello di far ritornare i partiti luogo di elaborazione politica, di idee, di proposizione e di coinvolgimento e partecipazione della gente. Recuperare, insomma, quel ruolo di “link”, di collegamento fra i cittadini e le istituzioni che giustifica la loro esistenza.