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Traduzioni e Comunicazione

Importanza del Volontariato: Un sostegno determinante per i pubblici Amministratori
Scritto da Mario Antolini Muson   
Mercoledì 10 Marzo 2010 10:01

PARLANDO (anche) GIUDICARIESE
Importanza del Volontariato: Un sostegno determinante per i pubblici Amministratori.

Sull’ultimo numero del periodico del Comune di San Lorenzo in Banale (”Verso Castel Mani”, n. 58, dicembre 2009) il primo cittadino ha ritenuto più che opportuno richiamare l’attenzione dei propri Concittadini sulla forza sociale del libero Volontariato, senza del quale nessuna Pubblica Amministrazione riuscirebbe e mettere in piedi ed a sostenere, in maniera vitale e costante, una “comunità sociale”. Uno scritto di fondamentale importanza socio-comunitaria, che sembra potersi riproporre su queste colonne quale “suggerimento/invito” da tener presente nei programmi elettorali che si stanno predisponendo in questi mesi, ma soprattutto nella gestione di ogni amministrativa comunale, poiché ci si deve rendere conto e convincersi che senza il libero e gratuito volontariato (Associazioni, Società, Gruppi, Movimenti… generosamente impostati sul dono di sè al bene del contesto sociale) è impossibile dare ai nostri centri abitati (punti focali dei nostri Comuni) quella dinamicità che va assai oltre i puri e semplici “servizi” di ordinaria e straordinaria amministrazione.


Approfittando della fiducia accordatami dal GdG, mi permetto riproporre i contenuti essenziali di quanto scritto da Gianfranco Rigotti.
«Questa mia scelta [di affrontare l’argomento del Volontariato] è motivata dall’amara constatazione che, al momento attuale, l’apparato amministrativo pubblico (statale, provinciale e comunale e… delle Comunità di Valle) risulta così burocratizzato e tecnicizzato che i rispettivi Amministratori, a qualsiasi livello, sono posti nella pratica impossibilità, sia come singole persone che come istituzione, di rendersi protagonisti di iniziative popolari maggiormente vicine alla gente, oppressi come sono dalle esigenze della viabilità, dei servizi, dell’edilizia con annessi e connessi e per di più con il quotidiano e pressante assillo di dover rispettare le infinite imposizioni legislative attraverso interminabili pratiche burocratiche.
«Questa incresciosa situazione fa sì che l’incombenza di “fare Comunità” sembra rimanere riservata unicamente alla generosa, attenta e costante disponibilità dei Volontari. E, difatti, cosa sarebbero i nostri paesi, e le stesse città – ed in modo particolare come sarebbe “la vita di paese e di città” – se tutte le iniziative sociali, culturali, assistenziali, religiose, sportive e ricreative fossero lasciate soltanto nelle mani degli Amministratori Pubblici e dei dipendenti dello Stato, della Provincia, dei Comuni e della Comunità d Valle? Penso che tutti i cittadini sarebbero costretti a vivere in una società appiattita dalla burocrazia, in un ambiente freddo e disgregante, nel quale scomparirebbe la gioia di vivere, l’accattivante sorriso, la soddisfazione dello “star bene insieme”.
«Dispiace dover riconoscere che tutta la legislazione posta in essere per creare ed attivare la pubblica amministrazione – così come è oggi strutturata ad ogni livello – non abbia ancora provveduto ad una adeguata impostazione giuridica per salvaguardare e dare la giusta posizione sociale alla sostanziale validità, alla assoluta importanza ed alla essenziale capacità del Volontariato: vera “anima del sociale” e presente in tutta la nazione con un’operosa attività, quotidianamente ed esemplarmente alla ribalta. Infatti le disposizioni giuridiche fino ad oggi impostate per creare, sostenere e finanziare il Volontariato come istituzione, ed a valorizzare i Volontari come singoli e generosi interpreti del “bene pubblico”, non sono ancora sostanzialmente adeguate né ai bisogni, né alle esigenze e né ai costi dei sodalizi di libero volontariato come tali, e neppure adeguate ai sacrifici, alle fatiche, delle rinunce, ai pericoli personali di ogni singolo Volontario nei vari campi civile, sociale, assistenziale, ricreativo, sportivo, ludico e culturale.
«Grazie a qualche ancora timida iniziativa della Provincia Autonoma di Trento si sta tentando qualcosa per la musica, per il folclore, per il teatro e per la cultura in genere, ma si è certamente ancora piuttosto lontani dalla reale percezione della vera forza sociale del Volontariato che agisce, come lievito prezioso, all’interno della convivenza paesana e cittadina. Per gli Amministratori pubblici comunali – per esempio – è più facile progettare e finanziare un marciapiede, un’aiuola, una fognatura, uno spazio per i rifiuti… che riuscire a dare un sostegno reale e sostanziale ed rispondenti e funzionali strumenti operativi (sedi, attrezzature e finanziamenti) ad una Banda, ad un Coro, ad una Società sportiva, ai Volontari del Soccorso e via dicendo».
Mi sembra che questa analisi di un primo cittadino ponga in luce uno degli aspetti più singolari della pubblica amministrazione chiamata – per sua natura, per tradizione e per legge – a facilitare la convivenza comunitaria dei Cittadini sotto qualsiasi esigenza ed aspetto della “vita in comune”. Purtroppo le leggi attuali si sono fermate ai soli “servizi essenziali”; tuttavia, come lo sta dimostrando, appunto, il Volontariato, la gente ha bisogno anche e soprattutto di tutt’altro! Per esempio, è appena passato il Carnevale, che tutte le popolazioni, ovunque, hanno dimostrato di voler attendere e di vivere intensamente; ma se fosse stata lasciata l’iniziativa di organizzarlo e di proporlo alla sola istituzione pubblica… che cosa avremmo avuto anche nel più piccolo aggregato frazionale o rionale? Penso ben poco. Ampliando l’ambito carnascialesco a tutta la gamma delle attività sportive, ricreative, musicali, teatrali, assistenziali, culturali per giungere a quelle proprie della sicurezza urbana… potrebbe mai – almeno nella nostra situazione italiana – immaginarci un contesto urbano “vivace” e “partecipato” come lo stiamo constatando alla luce della disponibilità dei Volontari di ogni tipo e di ogni età? Ricordiamoci che specie in questi tempi è ancora e solo il Volontariato che “l’è bón de far gróp”!
 Quindi, giustamente concludeva il documento citato all’inizio: «Il Volontariato risulta l’asse portante e vivificante di qualsiasi Comunità, per cui tutti gli Enti pubblici debbono convincersi che va giustamente riconosciuto e supportato nel suo costituirsi, nel suo attuarsi e nel suo esprimersi a favore degli altri per l’apporto determinante ed insostituibile che esso, gratuitamente, offre direttamente a tutti i Cittadini del proprio abitato, del proprio rione, della propria città, ed indirettamente all’intera società anche oltre i confini dei singoli territori catastali».