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Onesti, più onesti, disonesti
Scritto da Administrator   
Venerdì 05 Marzo 2010 06:06

Il Saltaro delle Giudicarie
Onesti, più onesti, disonesti
Come valutare i candidati, in vista delle comunali?

Nell’empireo giudicariese c’è agitazione da qualche tempo. Le prossime elezioni comunali movimentano gli spiriti e gli animi, ansia, eccitazione, dubbi, malintesi, rinunce, comparizioni improvvise, resurrezione di morti, tutti in massima all’erta.
Si stanno facendo le liste e la scelta dei candidati è, il più delle volte, decisiva per il risultato finale, e allora, allegria…tutti all’attacco! Secondo l’Abele un minimo di criteri nella scelta ci vorrebbe: competenza, rappresentatività, esperienza, senso civico ecc. Tutte belle e buone cose, ma  per l’Archimede, di partenza, ne servirebbe solo una, una sì, la più importante, le altre si imparano col tempo, ma l’onestà o ce l’hai o non ce l’hai, l’onestà è il minimo denominatore comune di chiunque voglia impegnarsi in politica.

Quindi si cominci a scartare chiunque non sia limpido nei comportamenti e nelle azioni. “Ben detto, per Dio!” interloquisce l’Osvaldo caccola, “… ma con il casino che c’è ad ogni livello, a Roma, ed in tutta Italia, con i partiti che ne combinano di tutti i colori, di chi potremo fidarsi?” “Credevo che i ladri fossero tutti con Berlusconi e i buoni con Di Pietro o con Veltroni…ma poi ci sono dentro tutti come sciacalli che si mangiano l’un l’altro, senza misericordia… destra, sinistra, e giù, chi più ne ha più ne metta!” così sentenzia l’Orsolina, che, innamorata del Berlusca, non gli perdona i tradimenti con le “escort”(accompagnatrici…puttane insomma!), lei, il suo Silvio, lo vorrebbe tutto per sé. “Ormai la politica, i partiti, sono solo ricettacoli di porcherie ed azioni infami, basta con questo schifo, buttiamoli tutti a mare, nessuno escluso!”non è facile trattenere le ire di dell’Osvaldo Caccola, che quando s’incazza va giù duro come il granito. Non è facile, in simile clima, per me Saltaro, rispettoso e rispettabile, spiegare le cose così come stanno. Ci provo.
In politica ci sono anche persone oneste, non c’è dubbio. La grandissima parte dei cittadini vorrebbe che i partiti fossero formati esclusivamente da persone oneste. Lo vogliono tutti quelli interessati a che le cose vadano meglio. Tutti i cittadini, che votino a destra o a sinistra, su questo concordano perfettamente. Ci sono poi le persone disoneste e tutti i cittadini desiderosi che le cose migliorino, vorrebbero che i disonesti stessero il più lontano possibile dalla politica, dai partiti e dalle liste, anche da quelle dei Comuni. Per fare ciò i partiti o chi per essi devono stare all’erta ed allontanare chiunque non sia di specchiata onestà. Non ci sono né ma, nè se, né perché: i ladri, gli imbroglioni, i faccendieri, chi pone i propri interessi al primo posto, devono starsene fuori dai piedi. “Ma i disonesti sono più a destra o a sinistra?” insiste l’Abele che si è vivacizzato come sempre quando si parla di politica. Ci sono tante cose che differenziano la destra e la sinistra. Semplificando potremmo dire che la destra è più attenta alla tradizione, e dalla tradizione ricava spinte per guardare avanti, la sinistra è sempre alla ricerca di nuovi equilibri: conservatori e progressisti tanto per capirci. La destra è più legata a concetti di patria e stato-nazione, la sinistra vede i confini molto più fluidi, meno nazionalista e più disponibile verso gli immigrati e gli stranieri in genere. Ci sono diverse cose che distinguono quindi la destra dalla sinistra, ognuna con il proprio valore, molte cose, ma fra queste non c’è l’onestà. L’onestà non è una virtù specifica della destra o della sinistra, può capitare, come capita, che ci siano persone disoneste da una parte come dall’altra, ci sono periodi storici che sembrano più disonesti quelli di destra, poi altri dove prevale la disonestà della sinistra, ma l’onestà non è una prerogativa della politica e pretendere, come fa qualcuno, di dividere la società in onesti e disonesti corrisponda a dividerla fra destra e sinistra, è davvero un’idiozia. Non esiste superiorità morale di chicchessia, possono esistere persone con idee migliori, più giuste e più efficaci. Ognuno ha le sue ed è cosa sua sedersi a destra o a sinistra. Poi ci sono i disonesti, che sono semplicemente disonesti, ed è facile, in un individuo, misurarne la disonestà: la sua storia, le sue vicende personali, i suoi problemi con la giustizia, la sua arroganza, lo scarso rispetto per i beni pubblici scambiato per furbizia, disprezzo totale per le regole, poche cose forse, ma  una citazione evangelica può chiarire il pensiero:” Chi è fedele nel poco, lo è anche nel molto, e chi è disonesto nel poco, lo è anche nel molto!”
Sono questi da escludere da ogni infiltrazione, nel momento della scelta l’onestà deve essere il criterio primario, potranno essere degli incapaci, ma se sono onesti non faranno danni, se invece oltre che incapaci sono anche disonesti, le macerie che lasceranno sul campo saranno irrecuperabili ed i danni incalcolabili. L’Abele, l’Archimede, l’Osvaldo caccola e l’Orsolina si commossero da tanta saggezza, ringraziarono il Saltaro,  si misero nelle mani dei santi Protettori delle Giudicarie, che assistano i conterranei nella scelta migliore e che l’onestà torni a trionfare ovunque e nei nostri Comuni in particolare.