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Metano, a che punto è?
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Gennaio 2010 09:42

I lavori sono fermi a causa di questioni burocratiche in ambito nazionale.
Paoli (Giudicarie Gas) : “Ora i comuni si facciano sentire in Provincia o resta tutto bloccato.”

Tra le questioni più importanti per il 2010 nelle Giudicarie c’è sicuramente l’avanzamento dei lavori di metanizzazione sul territorio comprensoriale.

La situazione attuale presenta un completamento della ramificazione in tutta la Valle del Chiese fino a Bondo, Tione, Saone, Ragoli e Preore mentre invece va ancora realizzata la rete a Breguzzo, Bolbeno, Zuclo (parte delle rete è già stata fatta dal comune), Villa, Vigo, Pelugo, Darè, Spiazzo (dove però le ramificazioni interne ci sono già, realizzate dal Comune). Per quanto riguarda il feeder, ossia il tubo principale che porta il gas proveniente dalla provincia di Brescia, il condotto arriva fino a Tione e dunque la problematica che si pone è quella di estenderlo a tutta la Val Rendena.
Ma perchè la realizzazione della rete, così bene avviata, si è di improvviso arenata? A fronte dell’opera di metanizzazione avviata dal 2000 da Giudicarie Gas e che comunque procedeva, è intervenuta una nuova normativa approvata a Roma, che ha introdotto per le opere di metanizzazione il concetto di “Ambito territoriale ottimale” che – banalizzando – significa che un’opera di questo tipo la si può realizzare solo se va al servizio di un ambito “ottimale”, lasciando alquanto scoperta la definizione esatta di quale esso sia in realtà. Ne è nata un disputa tutta burocratica tra provincia e Stato sulla definizione di questi ambiti, nella quale  la Comunità di valle sta prendendo le parti dei comuni che hanno tutto l’interesse a portare avanti i lavori di metanizzazione. In questo momento i tecnici della provincia stanno lavorando ad una definizione di ambito ottimale che possa adattarsi ai parametri statali ed al contempo giustificare l’investimento per completare la rete nelle Giudicarie. La conferenza dei sindaci della Rendena del 16 dicembre ha sollecitato la Pat a stringere i tempi per il finanziamento del feeder fino a Carisolo e per lo sblocco della definizione dell’ambito ottimale, delegando i sindaci Emanuele Bonafini e Diego Tisi a farsi portavoce in Pat di queste esigenze.

Un altro fronte è quello dei partners bresciani di Giudicarie Gas che sono stati vicini alla società giudicariese nei primi anni di realizzazione del feeder. Lo hanno fatto attraverso Retragas, la società deputata all’installazione e gestione del condotto che aveva come punto di riferimento locale Tregas, una società formata dai comuni delle Giudicarie con l’obiettivo di gestire i ricavi derivanti dal trasporto del gas una volta acquisito il feeder. Il progetto andava avanti molto bene, anche grazie al lavoro di coordinamento di Giudicarie Gas guidata da Walter Paoli; poi la fusione dell’Asm di Brescia con quella di Milano e la creazione del colosso energetico A2A ha spostato gli equilibri di potere da Brescia a Milano e i nuovi dirigenti di A2A hanno poco interesse a proseguire con la metanizzazione delle Giudicarie, giudicata poco remunerativa. A questo punto Giudicarie Gas assieme alla provincia ha dovuto prendersi carico in prima persona dell’avanzamento dello stato di metanizzazione ed è così che toccherà alla Pat farsi carico dell’acquisto del feeder (che viene acquistato assieme ai comuni che ne diventano proprietari).

In breve. Per completare la metanizzazione della Bassa Rendena, portare il feeder e fare gli allacciamenti occorrono quasi 15 milioni di euro, ma la metanizzazione della Rendena diventa strategica se si pensa ad un suo prolungamento fino a Madonna di Campiglio a servizio degli esercizi alberghieri e in prospettiva con la continuazione in Val di Sole, dove realizzare l’”anello” con il feeder proveniente da Malè.
In questa situazione entra la Comunità di Valle, che sta cercando di farsi portavoce delle esigenze dei comuni ed ha inoltrato una richiesta di finanziamento alla Provincia per la parte di feeder rimanente, in un primo stralcio almeno fino all’abitato di Spiazzo. “Occorre che i comuni e la Comunità di valle si facciano sentire con la Provincia – spiega Walter Paoli, presidente – altrimenti rischiamo veramente di restare indietro e di perdere troppo tempo. Sicuramente  Retragas ora ha altre priorità progettuali e quindi tocca veramente ai sindaci e alla Pat prendere in mano la situazione. E’ vero che per la definizione degli ambiti si rischia di andare al 2012, ma  almeno intanto finanziamo e realizziamo il feeder nella Rendena, altrimenti perdiamo ancora 5 anni”.
Sui tempi difficile fare previsioni, si parla della fine dell’estate, ma la peggiore previsione parla di 2 anni. Si tratta di una questione molto importante ed è un peccato che – a dispetto della volontà dei comuni e dei finanziamenti già pronti – tutto debba essere bloccato per dei cavilli burocratici, pensando inoltre che alcuni comuni come Spiazzo hanno già realizzato da sé l’intera rete sotterranea in concomitanza con altri lavori, come anche Zuclo che già si è dotato di parte della rete.