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Traduzioni e Comunicazione

Nuove misure di sostegno ai settori produttivi
Scritto da Marco Zulberti   
Venerdì 08 Gennaio 2010 09:36

La crisi stenta a passare e si rendono necessari nuovi interventi a favore delle aziende - Nuove misure di sostegno ai settori produttivi.
Sono ormai tre mesi che i mercati finanziari hanno smesso di salire ma non abbiamo ancora osservato recuperi significativi nei grafici dei dati economici. Mentre i mercati hanno messo a segno recuperi, anche del 30% di quanto hanno perso durante il ribasso, l’economia reale si è appiattita sul fondo recuperando poco dai minimi.


Di fatto i fatturati, dopo aver perso fino al 50-70% dei valori precedenti, hanno recuperato meno di quanto hanno recuperato i mercati finanziari. La tirannia della finanza sull’economia reale e lo scollamento dai dati oggettivi si sta confermando più ampia soprattutto in quei paesi che non sanno intervenire strutturalmente sul sistema dei costi fiscali e dei servizi energetici che gravano sul tessuto produttivo. E’ giunto infatti il momento di chiedersi, come ha fatto correttamente Padoa Schioppa pochi giorni fa sulla stampa, se il fondo sia stato toccato grazie agli interventi e alle manovre economiche dei governi centrali e locali, come quello provinciale di Trento basato sui quattro pilastri.  I bilanci statali e provinciali, non potranno infatti sorreggere ancora per molto tempo l’economia e un allentamento degli aiuti potrebbe rigettare nuovamente l’economia reale nella crisi. E’ necessario quindi riflettere profondamente sul passaggio da un’economia sorretta dagli aiuti, ad una economia che invece dovrà essere sorretta dalla ripresa, che per ora non si è ancora manifestata nei dati congiunturali. Per uscire dalla recessione quindi sarà utile prima d’interrompere gli aiuti e incidere profondamente negli ambiti dei costi che gravano sul mondo produttivo a partire dall’IRAP, dal costo del lavoro, dal costo dell’energia, dei trasporti. Il mondo produttivo e i suoi settori industriali, sono infatti in questo momento il punto debole e centrale del problema, perché si devono direttamente confrontare sui mercati globalizzati con i paesi emergenti come Cina e India, dove i costi per produzioni analoghe sono molto diversi. Il problema è ormai evidente non solo nel campo dei prodotti manifatturieri grezzi, acciaio, carta, tessuti, elettronica, ma anche in quello dei prodotti di gamma più alta, pensiamo al lusso, alla moda, ai prodotti vinicoli, alla tecnologia o alle macchine come la Mercedes o la Ferrari, dove i margini più alti hanno per ora tenuto lontana la competizione tra Europa e Asia. A questo punto della crisi dovremmo pertanto chiederci forzatamente se possiamo rischiare di allentare progressivamente gli aiuti all’economia, compresi quelli provinciali, oppure se prima sia assolutamente necessario alleggerire al mondo produttivo significativamente il carico dei costi fiscali e dei servizi. Mentre dalla finanza emerge quindi sempre più lo scollamento dall’economia reale (al punto da non poterci ormai fidare, dai dati oggettivi dei fatturati e degli ordinativi) non giungono ancora quei segnali di ripresa a due cifre di cui avremmo un estremo bisogno per la ripresa. Nell’avvicinarsi le festività di Natale del 2009, meno angosciate di quelle del 2008, in un momento in cui la congiuntura economica lentamente sembra stabilizzarsi, è quindi doveroso continuare a mantenere alta la guardia sul futuro economico delle nostre vallate e pensare a come sgravare i costi ai settori produttivi che sono la vera anima dell’economia e del benessere di tutti noi.