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Partiti trentini a congresso tra schutzen, candidati unici e nostalgie del Pds
Scritto da Il Saltaro   
Sabato 10 Ottobre 2009 12:45

Il Saltaro delle Giudicarie
Partiti trentini a congresso tra schutzen, candidati unici e nostalgie del Pds

Avanza galoppando il torbido autunno col freddo e le piogge annunciate a riempire gli animi di nostalgia. La politica riprende alla grande a Roma e a Trento che ci interessa più d’ogni altra cosa. Nella capitale s’aspetta a giorni la caduta del “caudillo” che tutti vorrebbero disarcionare, ma il Berlusca si conferma gran domatore di cavalli, sa stare in sella con sussiego contro tutto e contro tutti.


Quello deve avere particolari protezioni celesti o sataniche, a seconda dei punti di vista, di certo dal suo posto di comando non si sposta di una virgola, in barba ai poteri occulti, ai giornali, e ai magistrati che se lo potessero tagliare a fettine e farlo arrosto lo farebbero con grande gaudio.
I prossimi 100 anni (dice lui!) sono suoi e di nessun altro, si mettano tutti il cuore in pace. Pazienza. D’altronde i partiti a Trento e a Roma sono presi da tutt’altre faccende.
L’autunno è la stagione dei raccolti: pomi, uva, patate, noci, ognuno raccoglie quel che può così come i partiti che ne approfittano per riprendere l’attività dopo le calure estive. E’ così che raccolgono anch’essi attorno ai loro capi, capetti, boss, e ras d’infausta memoria gli accoliti per celebrare i loro congressi, riti veri e propri, fatti d’ipocrisie, faide, pugni in faccia, poche idee e quant’altro. E’ così da che tempo è tempo. Sono in pista per partire senza freni i seguaci del PD (partito democratico) più che mai impegnati addirittura con quattro candidati alla segreteria provinciale, gli UPT che invece di candidato alla segreteria ne hanno uno solo, il PATT che anch’esso si ritroverà per confermare il proprio segretario. Degli altri diremo poi, anche perché di loro se ne sa ancora meno, anzi non si sa niente di niente, neanche se ancora esistano come partiti. Per non mancare al mio ruolo d’informatore franco e sereno, al di sopra di giochi e giochetti, ho incaricato per meglio informarsi sul corso delle cose i miei massimi collaboratori. Così ho spedito il saggio Archimede a seguire, segugio salace ed intelligente, ogni mossa dei compagni democratici e riferire con precisione ed equità. Alle calcagna dell’UPT ho inviato l’Orsolina, terribile, per par condicio, s’intende!. A rincorrere Panizza ed i suoi “schutzen” ho incaricato l’Osvaldo Caccola, fulgido esempio di sapienza antica, memore e cultore del nostro fausto passato tirolese.
A me, vostro Saltaro, umile servitore, rimane la regia degli interventi affinchè siano chiari, esaustivi, che non lascino dubbi d’interpretazione a chicchessia, e che lascino totale libertà di pronunciamento. La parola se la prende l’Archimede, che ha il compito più gravoso: “Si voterà nei prossimi giorni per eleggere il nuovo segretario del PD provinciale ed in lizza ci sono ben quattro candidati più o meno legati a livello nazionale ai confusi leader anch’essi in corsa per la segreteria nazionale. Non ci si capisce un gran che, c’è Nicoletti, professore universitario, poi Pinter, e chi non lo conosce, ex DP, ex Solidarietà, ex consigliere provinciale contrario ad ogni privilegio per i politici, per gli altri comunque perché lui i privilegi li ha maturati tutti e se li tiene ben stretti. Tonini, noto anch’esso da tempo, eletto senatore chissà dove, che comunque sembra il più sensato e sponsorizzato da quella parte dei PD proveniente dalla Vecchia Margherita e tifoso del Franceschini nazionale, ed infine il Veronesi, l’unico chiesaiolo democristiano nello spirito, che, colmo dei colmi, appoggia a livello nazionale, l’ex ministro Bersani, il più comunista vecchio stampo dei candidati a Roma. Che dire…-chiosa l’Archimede- la speranza è che vinca Pinter a Trento e Bersani a Roma, tornerà così la chiarezza, il PD si confermerà, senza equivoci, il partito comunista del terzo millennio, sarà li, sulla sinistra, sciogliendo ogni equivoco sul centro che non centra e sui cattolici, che non potranno che cercare altri lidi più consoni alle loro sensibilità. Auguri, se vincessero altri continuerebbe l’equivoco, con grave nocumento sia a Trento che a Roma, e continuerebbero i guai.” Chiaro, non c’è che dire, abbiamo capito. “Si sta giocando il futuro di un partito che fin’ora è solo movimento, continua diligente l’Archimede, anzi, per dirla con Bersani, “…bisogna dare un senso al PD, bisogna creare il PD, bisogna fare il PD, perché finora il PD non è esistito, io voglio fare finalmente il PD!” Questa era la mia convinzione prima che parlasse Bersani, e ora che ha parlato, non vorrei si fosse sbagliato perché è evidente anche ai sassi che Bersani vuol rifondare il PCI, parola di D’Alema, suo mentore” L’Archimede ci lascia nella perplessità del suo ultimo commento, sfrontato ed insolente, che abbia ragione? Ai posteri l’ardua sentenza, e neanche tanto ai posteri, perche entro l’inverno i giochi saranno fatti e che Dio ce la mandi buona, invocazione che vale per i cattocomunismi in ballo, non certo per i comunisti che sono notoriamente atei.
Tocca quindi all’Orsolina che per l’occasione ha messo i vestiti della festa mantenendo il suo ghigno foriero di attenzione, di discrezione, ma anche di implacabile giudizio. Il suo è di certo un compito più lieve, deve solo seguire il Marco (Tanas), unico candidato di un partito dimezzato, portato dallo stesso allo sbando nel suo primo anno di commissionaria mento. “C’è ben poco da dire, il Marco sembra che nessuno lo volesse per scarsa attitudine alla politica così come s’era dimostrato nel suo primo annoo d’attività, i capocce hanno cercato per mari e per monti una alternativa, poi sono rinsaviti, perché cercarne un altro? meglio del Marco dove lo troviamo? Tanto con lui noi facciamo quello che vogliamo, rischiarne un altro che magari vuol fare il segretario davvero, sai la rottura! E poi lo cinghiamo con uomini nostri, che problemi ci sono, meglio di così! Per cui s’è decisa la sua riconferma con la benedizione del Signore, un po’ perplesso, ma di certo di Dellai che a suo tempo l’aveva voluto ed ora ne aspetta il riscatto per non farci una figuraccia…. Questo è tutto, ma una cosa la devo aggiungere, sarò vecchia ed incartata, ma a me quel Marco piace da morire, è bello, ma quanto è bello, è bello da morire…ormai la politica si fa con le veline, con le belle, con le escort, un bell’uomo come il Marco ci sta bene anche a Trento, non lasciamo tutto in mano a quel birbante del Berlusca!” Relazione sintetica, chiara e completa, neanche gli inviati della Rai sono altrettanto precisi, di certo son più pagati, ma quanto all’informazione lasciano molto a desiderare. Ringrazio e passo la parola all’Osvaldo Caccola che non sa più che pesci pigliare. Il Panizza del PATT è una trottola vivente e l’inseguirlo è spossante, ammazzerebbe anche un toro e l’Osvaldo Caccola che toro non è, è deciso a lasciare l’incarico per non lasciarci la pelle. Il vostro Saltaro è notoriamente paziente, così ho rispiegato all’Osvaldo non essere il Panizza il responsabile del PATT, ma L’assessore Rossi che da qualche tempo si occupa di Sanità in Provincia, il Panizza è solo l’agip-trop, nel senso che è agitato e anche troppo, ma i fili li manovra egregiamente il Rossi, era quello da seguire e non altri. Dopo il tempo giusto l’Osvaldo richiede la parola: “Qui, nel PATT tutto bene, il segretario uscente Rossi sarà riconfermato all’unanimità, ha lavorato bene dopo il nubifragio  che aveva disastrato il partito con quel “birbone” di Bezzi…ora per il Patt è necessario un salto di qualità, questo è quello che chiedono i Trentini, bisogna smetterla con il folclore, con la nostalgia austriacante, “schutzen”compresi, bisogna concentrarsi sull’atonomia, sui suoi valori,  e sui suoi nemici che sono sempre più numerosi, di quella dobbono occuparsi con molta più convinzione e credibilità. Altro non c’è, sarà un congresso di rilancio e Rossi ne uscirà trionfatore, è tutto.” Allibito il vostro Saltaro per la saggezza dei suoi inviati speciali, mai si sarebbe aspettato tanto discernimento dai suoi amici, al solito sguaiati e sgangherati, non aggiunge altro rimandando ad altra occasione l’indagine sugli altri partiti presenti in provincia, quelli esistenti, pochi, quelli fatiscenti, molti, tutti comunque alla greppia generosa della nostra Autonomia, a che pro? Di certo delle loro tasche e dei faccendieri che con loro condividono la greppia!