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Dove sono i manager trentini?
Scritto da Administrator   
Sabato 10 Ottobre 2009 12:40

Dove sono i manager trentini?
L’Università di Trento sforna centinaia di ragazzi preparati ma per le cariche dirigenziali la Pat guarda sempre fuori provincia

Sono una mamma giudicariese indignata, mia figlia ha recentemente partecipato ad un concorso provinciale e s’è trovata insieme a più di duecento concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia.
Naturalmente i tre posti disponibili sono finiti ad un barese, e due a romani di Roma: non ho niente contro di loro, ma i nostri figli dove e quando potranno lavorare? Non sarebbe ora che si riservassero ai trentini meritevoli i posti di impiego nelle nostre valli e nella nostra Provincia?
Marianna L.

 

Concordo perfettamente e mi spiego. Il presidente Kessler fu il primo a preoccuparsi negli anni sessanta della carenza di classe dirigente trentina a cui poter affidare il futuro della nostra terra, lamentava la mancanza di laureati e di tecnici specializzati e con una lungimiranza eccezionale istituì l’Università di Trento perchè si formassero le future generazioni trentine. Da allora i nostri giovani si sono laureati in gran numero e anche con grande merito, ma sembra che oggi di loro non si abbia più bisogno. Se c’è da assumere in Provincia od in qualsiasi ente pubblico salta fuori sempre qualcuno che scavalca i nostri, non sempre per merito purtroppo, anche perchè non ritengo che i nostri ragazzi siano, mediamente, meno capaci degli altri. Meno verbosi, meno capaci di raccontarla lunga questo sì, ma in quanto preparazione e risultati si fanno onore alla grande ovunque. Purtroppo è quello che succede anche in altri campi, nella scuola,ad esempio, anche i bidelli arrivano da sud.
Ma prenda gli appalti per i lavori pubblici: a quelli di una certa consistenza possono partecipare imprese da tutta Italia e allora succede che, facendo ribassi fuori di testa, vincono gli appalti ditte sconosciute, provenienti da chi sa dove, con il risultato che nella maggior parte dei casi queste incassano l’anticipo, di solito consistente, e poi falliscono dileguandosi nel nulla. Così le Imprese trentine, che occupano maestranze nostre, rimangono con poco lavoro, e, se non intervengono miracoli, chiudono lasciando sul lastrico gli operai con le rispettive famiglie. Per non dire della scelta dei “manager” pubblici, sembra che la nostra Università non abbia saputo sfornare neanche un “manager” trentino idoneo. Per la Sanità, ad esempio, lo si è preso in Veneto e quello ha spadroneggiato in Trentino portandosi appresso tutta la sua corte veneta, come se da noi non ci fossero laureati all’altezza, alla fine lui se n’è andato, ma la sua corte è rimasta, sicura e ben pagata. Così per l’Università : i professori trentini li puoi contare su una mano, si fa per dire, ma le consulenze, le ricerche, che comportano lauti compensi, vanno naturalmente a gente che conosce il Trentino per averlo scoperto come una vacca da mungere inesauribile. E mi fermo quì, perche ci sarebbero ancora mille esempi da fare. Questo, purtroppo, è il “trend” attuale e io l’ho più volte denunciato in ogni sede, ma sono sempre stato tacciato da politici, anch’essi di dubbia provenienza, d’essere un provinciale, con mentalità chiusa e gretta, non aperto al mondo, ma, a parte che io il mondo l’ho girato davvero, mi sono consolidato fortemente nell’idea che dovremmo pensare ad un Trentino finalmente un po’ più Trentino, puntando all’occupazione piena dei nostri ragazzi, prima di altri, dare lavoro alle nostre imprese, ai nostri artigiani, prima che ad altre, richiamando a posti di responsabilità uomini nostri senza importarli, se siamo consapevoli della nostra autonomia, dobbiamo puntare alla valorizzazione del nostro territorio e dei suoi abitanti con scrupolo e serietà, è da idioti coltivare  complessi d’inferiorità contro chicchessia, ed ancor più lo è lasciare che la politica continui su questa strada. Mi si obietterà: quello che tu suggerisci è anticostituzionale, i concorsi, gli appalti, le assunzioni devono essere aperte a tutti. Non è possibile fare diversamente. Sarà…ma in Alto Adige già lo fanno, e lo fanno da tempo anche in Val d’Aosta, senza essere  né provinciali, né anticostituzionali, ora, noi Trentini, come al solito, siamo i più bravi di tutti e cosi ce le tagliamo … per far dispiacere alla moglie, contenti noi, contenti tutti!
Adelino Amistadi