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Tipi da spiaggia
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Settembre 2009 22:18

Tipi da spiaggia
La “politicaccia” nelle parole della gente al solleone

Che ho fatto di male nella mia penosa esistenza dall’essere sempre impegolato in malefatte, canagliate, scelleratezze e perfide questioni. Partito per le vacanze, spirito vizioso e incoerente, dall’alto di un cielo limpido in cui non era facile trovar ristoro alle mie eteree membra, ho assistito basito alla eterna commedia estiva del genere umano benestante.


Contrario da sempre alle folle in festa, agli assembramenti politici, ma ancor più alla moltitudine dei bagnanti che invadono ogni angolo di spiaggia senza pudore, non volevo di certo planare sul popolo al sole, anzi, ma la curiosità del sentire, più che del vedere che mi è preclusa, m’ha fatto scendere fra la gente, io, povero Saltaro, in mutande, mi vedete?
Vergognoso di me stesso, per la prima volta, ho cercato di darmi un contegno adatto alla situazione, ma nonostante gli sforzi la mia presenza passava inosservata fra l’indifferenza generale. M’ero ormai annegato in un fiume di buontemponi, uomini e donne, arrostiti a puntino, anzi tostati, che sembravano marocchini dell’interno Africa. Erano un po’ tutti affaccendati nell’esposizione voluttuosa delle proprie qualità corporali, trascurando ogni altra virtù. Con non poco sforzo ho intravisto donne pettorute e uomini lucidati a nuovo come scarpe di primo acquisto, ma anche catorci ormai di donne sfatte e uomini carcassoni da buttare nell’inceneritore, eppure, le une e gli altri, viaggiavano con sussiego convinti d’esporre al pubblico le loro ultime ambizioni d’essere conquistate e di conquistare, tempo perso signori, per me e per voi, rilassatevi e pensiamo ad altro! Così rassegnato mi sono allineato all’onda umana che camminava più o meno spedita sulla sabbia bollente della riva indifferentemente nelle due direzioni. Abbandonata la curiosità visiva, ho allertato le antenne, le mie orecchie funzionano alla perfezione, per captare la voce del popolo vagante sulla spiaggia, perché, si sa, la voce del popolo è la voce di Dio. Accompagnavo non visto i gruppetti itineranti, le coppie, famiglie intere e registravo mentalmente ogni loro considerazione. “Quel Berlusca è proprio un donnaiolo…dai…non si può…” dice un omino sul tisico spinto dalla faccia intellettuale; “E va beh! Però il Presidente del Consiglio lo fa bene.. a te che te ne frega del resto…!” dice un altro; “Anche il padrone della mia fabbrica è un gran maiale, però la ditta è florida e siamo gli unici a non essere in cassa integrazione in tutta la zona…a me interessa che la fabbrica non chiuda…poi faccia tutte la maialate che vuole!”; “Quel Berlusca li è proprio “scemo”, con tutti i soldi che ha, chi glielo fa fare di rompersi le balle con la politica…” e a me questa sembra una saggia conclusione, ma l’omino tisico s’infervora: “ Fa politica per fare i suoi interessi, non l’hai capito e per non andare a finire in prigione, pensa alle leggi che ha fatto per sanare le sue malefatte…Prodi era…” “Per amor di Dio lascia stare Prodi ed il suo governo, quattro comunisti, omosessuali, travestiti che ne hanno fatto di tutti i colori!” chiude un corporuto signore che si è intromesso. “Ehi… cos’ha da dire contro i comunisti, i comunisti erano gente seria, quelli di adesso non sono mica comunisti, sono volta gabbana!” interviene minaccioso un tipo con l’accento romagnolo, ovviamente. La situazione sta per degenerare, cambio gruppo. Quattro o cinque persone, una famiglia, credo, con padre e madre e due figliole. C’è animosità. “Almeno al mare un po’ di libertà la voglio…” piagnucola una ragazza; “Che libertà vuoi? Di farti mettere incinta?...hai una testa!” dice il padre; “Già, tu con quello da sola non ci devi più andare…hai capito?” sentenzia la madre; “Ma perché? Lollo è un bravo ragazzo…” si difende l’inquisita; “ Ma che bravo…hai visto la faccia che ha? Sembra un drogato…magari lo è anche…” dice la madre decisa; “Certo! Non vedi che l’unica cosa che interessa a quel farabutto sono le tue gambe nude ed il tuo culo sempre per aria?” sentenzia il padre crudo; (Oddio, in effetti le uniche bellezze della giovane in questione sono davvero gambe e culo e poco il resto!) “Comunque tu da sola con lui non ci vai più, capito? Ci sarà sempre con te tua sorella…in ogni posto, ad ogni passo…” conclude la madre; “Non sono mica venuta al mare per far la guardia a mia sorella… ho anch’io bisogno dei miei spazi!” s’intromette, a ragione, la sorella chiamata in causa; “Ehi, finiamola lì, ha ragione vostra madre, al mare siamo venuti assieme ed insieme resteremo, avete ancora i denti da latte…niente scherzi, o si torna subito a casa!”.
Basta, concordo in pieno con quei genitori, un po’ severi, ma preoccupati delle virtù delle loro figliole che una volta perse non si recuperano più. Seguo una coppia sui quaranta che discute animatamente da un po’, che diranno? Mi avvicino cercando di tenere il loro passo piuttosto sostenuto. “Sei un bastardo…” dice lei incavolatissima; “Iooooo?” dice lui che mi sembra sant’Isidoro. “Si, tu. Non possiamo andare avanti così…non è che perché mi hai sposato sono la tua schiavetta da usare ogni tanto…lo sanno tutti che corri dietro a tutte le sottane di Rimini…e io che ti aspetto preoccupata, basta, mi hai stufato…quando torniamo a casa chiedo il divorzio! Anzi, me ne vado subito…” e fa per tornare indietro; “Dai, dici un sacco di cazz…lo sai che non è vero…però mi rompe questa tua gelosia…” si difende lui neanche tanto convinto; “Non prendermi in giro…me ne vado…vado in camera e faccio le valigie, prendo il treno!” sembra ormai decisa e tifo per lei; “Si…dato che ci sei paga anche il conto! Non lasciare debiti in giro…” irride il bell’imbusto; “Non pago un bel niente, caro mio, è finita la pacchia, è una vita che ti mantengo…schiena dritta…fatti mantenere dalle tue amanti, schifoso!” si gira e se ne va, il marito non si scompone per niente e sussurra: “Purtroppo non se ne andrà, farà come sempre…chissà quanto ancora la dovrò sopportare.” Mascalzone, mi viene da dire e seguo con compassione la moglie che corre all’indietro, “Vai piano…dove corri! Più lontano vai, più faticherai a ritornare!” le sussurro mentalmente e cambio. Costeggio un gruppo che mi sembrano persone per bene, di una certa età, istruite, gente di mondo, credo. “Ma hai visto quel Boffo? Il direttore dell’Avvenire, il giornale dei vescovi? Hanno scoperto che è un omosessuale con tanto di amante portato via ad una signora di Terni…” dice il meno austero del gruppo; “Beh, che c’è di male ad essere gay, ormai ce ne sono dappertutto e sono, di solito, persone per bene…” aggiunge il liberal del momento; “Si, certo, ma la Chiesa non riconosce l’omosessualità, anzi, la combatte, con la sua dottrina, tramite i suoi giornali…anche l’Avvenire s’era schierato più volte contro, solo che il peccato l’aveva in casa… è come se a presiedere la commissione fiscale fosse insediato un noto evasore…o a capo della commissione antimafia ci mettessero Totò Riina… sembra una barzelletta!” così la spiega l’uomo austero; “Ma i Vescovi vuoi che non lo sapessero?” chiede l’ingenuo; “Eh… lo avranno saputo sì…ma sai come sono i preti, cercano di nascondere i loro peccati, altrimenti come farebbero a predicare contro i peccati degli altri…” dice un altro che continua: “Ma perché scandalizzarsi…è sempre stato cosi fin dal Medio Evo…è tutta una massoneria!”. Cinico e superficiale. “Beh, io sono cattolico e ci credo, la fede è una cosa seria, certo che se guardassimo tutto…ma non me ne frega niente, né dei preti, né del Vescovi…” E ha ragione quest’ultimo intervenuto che mi sembra il più saggio, condivido, ne apprezzo la convinzione della sua fede e dei suoi convincimenti, per Dio, ce ne vorrebbero tanti! “Certo è che quel Feltri, il direttore del Giornale che ha sputtanato il Boffo è stato davvero una canaglia, uno str… direbbero al mio paese, non sa il danno che ha inflitto alla Chiesa degli umili, al popolo dei credenti, ai cattolici normali che a queste cose non sono abituati…” Mi allontano senza poesia alcuna e mi elevo nei cieli da cui imprudentemente m’ero calato ad ascoltare la voce di Dio, Dio che probabilmente dev’essere in ferie perché le cose ascoltale non appartengono di certo al suo mondo, che torni presto a rimettere ordine sulla terra e nella Chiesa, ce n’è davvero bisogno. Ritornato ai miei monti annuvolati ed al clima sereno del mio empireo giudicariese, mi sento risollevato da tutte le brutture udite e da quelle non udite (chissà quante porcherie avrà coperto il mare con il suo rumoreggiare), e scopro, me lo riporta trafelato l’amico Abele, che il presidente Dellai ha decretato il fallimento del PD, che santa faccia tosta, l’ha detto a chiare lettere sulla Repubblica, scusatemi, intendevo dire l’Adige: “Il Pd in Trentino è fallito, si sposti più in là, torni ad essere il partito della sinistra (comunista, aggiungo io!), che per il resto ci penso io…” Così ha detto e sia benedetto! Amen