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Colf e badanti, via alla regolarizzazione
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Settembre 2009 22:08

Una realtà presente ormai in una famiglia su dieci
Colf e badanti, via alla regolarizzazione
Per presentare le domande c’è tempo fino al 30 settembre

Per le assistenti familiari, le cosiddette badanti, o per le colf, la situazione che può verificarsi è quella di irregolarità. Una condizione che deve trovare una soluzione alla luce del fatto che ormai, come emerge da recenti ricerche, esse si sono completamente integrate nelle famiglie italiane. La loro presenza, in una famiglia su dieci, costituisce un elemento insostituibile nell’assistenza agli anziani o ai disabili che non si esaurisce con la sola prestazione professionale; esse colmano quel bisogno di affetto e compagnia che i componenti della famiglia, presi dai ritmi della routine quotidiana, spesso non riescono a soddisfare.

L’impegno locale nella lotta al lavoro sommerso vede il Trentino in fondo ad una poco invidiabile classifica (studio Cgia di Mestre su dati ISTAT) con quasi il 9% dei lavoratori occupato in nero. Anche nel documento programmatico per la XIV legislatura si considera – come si afferma anche nel Piano per la convivenza in Trentino – “ormai strutturale e necessaria per il nostro sviluppo la presenza di cittadini stranieri regolari, i quali devono rispettare le regole e i doveri verso la Comunità che li ospita e ai quali si devono garantire i diritti di cittadinanza”. Si auspica quindi un’“autonomia come modello di convivenza, di coesione, di innovazione sociale e culturale.” L’auspicio è dunque che questa guida rappresenti uno strumento utile per tutte le famiglie trentine che si accingono a regolarizzare le loro assistenti familiari.
Chi può fare la regolarizzazione. Il datore di lavoro comunitario (italiano compreso) e straniero in possesso o averne fatto richiesta del permesso Ce di lungo soggiornanti (ex carta di soggiorno) o della carta di soggiorno di familiare di cittadino comunitario.
Possono fare domanda anche i datori di lavoro con personalità giuridica come le convivenze di comunità religiose (conventi, seminari) e le convivenze militari (caserme, comandi, stazioni) che hanno lavoratori addetti al servizio diretto e personale dei conviventi nonché le comunità senza fini di lucro (orfanotrofi e i ricoveri per anziani il cui fine è prevalentemente assistenziale).
Chi può essere regolarizzato. La persona straniera (extracomunitaria) che svolge attività di assistenza familiare e che alla data del 30 giugno 2009 era occupata in nero da almeno tre mesi (1 aprile 2009) e continua ad essere occupata dallo stesso datore di lavoro alla data di presentazione della “dichiarazione di emersione”. Possono essere regolarizzati anche i cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Unione europea, così come i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno che permette di svolge un’attività di lavoro subordinato. In questo caso la procedura di emersione avviene con la presentazione della “dichiarazione di sussistenza del rapporto di lavoro” all’Inps, mediante il Mod. LD-EM2009, scaricabile dal sito www.inps.it nella sezione “moduli”.
Quante persone si possono regolarizzare. Ogni nucleo familiare può regolarizzare due persone (badante) per le attività di assistenza a soggetti affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza (dimostrato con certificato) e una persona (colf) per il lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare dimostrando (con la dichiarazione dei redditi per l’anno 2008) di avere un reddito minimo imponibile di 20.000,00 euro se solo un percettore di reddito, o di 25.000,00 euro se più percettori di reddito nello stesso nucleo familiare. Per raggiungere il limite di reddito previsto si possono aggiungere anche altri redditi da fonte lecita che sono esenti da dichiarazione o dal cud come ad esempio l’assegno di invalidità.
Non ammessi alla regolarizzazione. Non possono essere regolarizzati i lavoratori extracomunitari:
a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato o perché dediti a traffici delittuosi o perché vivono con i proventi di attività delittuose o perché sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo l’integrità fisica o morale dei minorenni, la sanità, la sicurezza o la tranquillità pubblica o perché indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, alla camorra o ad altre associazioni, comunque localmente denominate, che perseguono finalità o agiscono con metodi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso o perché ancora la loro permanenza nel territorio dello Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o attività terroristiche, anche internazionali;
b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dagli articoli 380 e 381 del medesimo codice.
Quando e dove inoltrare la domanda. Dal 1° al 30 settembre 2009 mediante apposita Dichiarazione di emersione presentata via Internet dal sito del ministero dell’Interno (come la richiesta di nulla osta al lavoro) per i lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno che consente di svolgere attività lavorativa.
Costo della dichiarazione di emersione. La dichiarazione di emersione è presentata previo pagamento di un contributo forfetario di 500 euro per ciascun lavoratore, da versare con apposito modello “F24 - versamenti con elementi identificativi”. Il versamento si può effettuare a partire dal 21 agosto 2009 presso gli sportelli bancari, uffici postali, o con modalità on-line dal sito dell’Agenzia delle Entrate.