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Traduzioni e Comunicazione

Parco, c’è qualcosa che non va
Scritto da Ivan Simoni   
Giovedì 13 Agosto 2009 19:30

“Bruciata la casa del Parco in Val Genova,, “Sabotato il trenino per la Val Genova,, .Sicuramente si tratta di atti inqualificabili e non giustificabili per nessuna ragione ma che riflettono un sentimento, della popolazione locale nei confronti dell’Ente (basta sapere ascoltare i discorsi che si tengono nei bar in questo periodo).

Nella lettura titoli degli articoli dei giornali locali in questi giorni sembra di essere ritornati indietro di 15 anni, quando  si era nel pieno della protesta della popolazione locale contro l’attuazione del primo Piano del Parco. 15 anni non sono quindi serviti a fare crescere una coscienza ambientale ed un idea di sviluppo sostenibile, di chi è la colpa ? Gli Amministratori locali (in modo particolari quanti siedono all’interno della Giunta del Parco) non sono riusciti a fare maturare un’idea condivisa di Parco ed a rendere partecipe la popolazione locale alle scelte che stanno alla base dell’idea stessa dell’istituto.
L’Ente viene visto soltanto come un’ imposizione di divieti (non si può andare in val Genova con l’auto, non si può accedere in Vallesinella etc) , come una macchina per spillare quattrini ( 8 € per macchina per parcheggiare, 5 euro per il pulmino,) più attenta alla promozione ed al marketing , scarsamente capace di difendere l’ambiente dall’aggressione speculativa dei soliti noti (vedi collegamento Pinzolo-Campiglio con annesse ventilate speculazioni immobiliari a Plaza e dintorni). La popolazione locale non ha capito, o voluto capire, quale sia la potenzialità di un istituzione quale il Parco, non ha capito che non è più il tempo di proseguire con uno sviluppo incontrollato, massificato, di puntare su un turismo mordi e fuggi ecc.
Come uscire da questa situazione ? Io avrei una piccola proposta che potrebbe essere usata come strumento di partenza . Sicuramente tutti dovrebbero fare un passo indietro, sedersi attorno ad un tavolo, togliere d’attorno idee e proposte preconcette, ascoltare le ragioni dell’altro e costruire un modello CONDIVISO di Parco che non nasca in una stanza chiusa tra persone sicuramente capaci ma che soffrono di auto- referenzialità.
Ivan Simoni