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Traduzioni e Comunicazione

Le obbligazioni bancarie
Scritto da Antolini dott. Alberto   
Martedì 14 Luglio 2009 21:19

Negli ultimi anni le obbligazioni bancarie hanno visto incrementare il proprio peso all’interno dei bilanci degli istituti di credito. Di fronte all’innegabile aumento della rischiosità del settore finanziario questo fenomeno si sarebbe potuto verificare soltanto con un incremento deciso delle condizioni proposte. Invece la maggior parte delle obbligazioni bancarie continua ad essere offerta alla clientela con remunerazioni fuori mercato. È proprio per spiegare situazioni in cui le scelte del risparmiatore non rispondono alla razionalità che si è sviluppato un diverso approccio alle teorie economiche: la finanza comportamentale.

Nello specifico: cosa spinge un investitore a sottoscrivere un’obbligazione bancaria indicizzata all’euribor flat (senza spread) o a volte con spread negativo rispetto all’euribor (max 1,354%) nel mese in cui ENI propone un’obbligazione con spread sull’euribor di 0,89 (2,244%)
Posso già anticipare che non sono argomentazioni relative alla diversificazione del portafoglio perché probabilmente il risparmiatore in questione, vista l’attitudine ad accettare passivamente le proposte della banca, sarà già sovrappesato sul settore finanziario. Né valgono considerazioni di sicurezza perché, pur non essendo alcuno infallibile, sfido chiunque a sostenere che, ad oggi, ci siano molte banche che possano dichiarare la solidità attribuita ad ENI. Né un fattore liquidità, perchè l’emissione ENI presenta un grado di liquidità sufficiente e sicuramente migliore di tante emissioni non quotate. Forse qualche eccezione esisterà, ma sinceramente al momento non mi viene alla mente.
La motivazione principale è da ricercare nell’asimmetria informativa tra cliente e proponente l’investimento e nella fiducia incondizionata che viene delegata al proponente stesso. Questo produce un effetto negativo per tutti: per il cliente perché, “a parità di rischio”, otterrà rendimenti inferiori a scapito della propria ricchezza personale, ma anche per la banca che delegherà la propria redditività allo sfruttamento di queste asimmetrie trascurando la questione che, nel tempo, la sfida competitiva si vince sul campo della professionalità e dell’efficienza.
Sono profondamente convinto che uno sviluppo dell’economia locale non possa prescindere da un accrescimento della cultura finanziaria dei soggetti coinvolti. A chi sta a cuore (nei fatti e non a parole) lo sviluppo della nostra zona deve farsi promotore di una crescita della cultura economico-finanziaria di famiglie e imprese. Ho molto apprezzato alcuni corsi o convegni provenienti dal mondo bancario locale in merito all’alfabetizzazione verso alcuni prodotti, allo sviluppo di competenze imprenditoriali e al supporto per affrontare questa indecifrabile crisi, ma purtroppo non è una mission condivisa da molte istituzioni.
Torniamo alle nostre obbligazioni bancarie! Qualche anno fa la raccolta di liquidità era funzionale all’attività bancaria: oggi, ma probabilmente ancor più fra qualche mese quando la crisi comincerà a farsi sentire sui flussi di cassa delle imprese, sarà vitale. Il risparmio è una ricchezza che nessuno riconosce in questo mondo che trova le proprie fondamenta nel debito e nel consumismo. Non date alle banche la vostra liquidità a buon mercato ora che vale molto più di quanto vogliono farvi credere. Sperando di fare cosa gradita indico alcune riflessioni da elaborare prima di acquistare un’obbligazione bancaria:
1. Non avere mai fretta di sottoscrivere uno strumento finanziario soprattutto se vi viene sollecitato con troppa insistenza; qualche giorno di riflessione vi costerà sicuramente meno (soprattutto nell’attuale fase di tassi bassi) di una firma affrettata.
2. Confrontare sempre il rendimento effettivo (attenti all’uso improprio dei tassi nominali) della proposta con investimenti alternativi pesandone i pro e i contro.
3. Considerare, per le obbligazioni non quotate sui mercati regolamentati, che lo smobilizzo del titolo può avvenire soltanto attraverso la banca emittente con possibili difficoltà sia sulla vendita che sulla prezzatura.
4. L’euribor è “il minimo contrattuale”! Non sottoscrivere obbligazioni bancarie con spread negativo rispetto all’euribor e pretendere la coerenza tra la periodicità della cedola e quella del parametro (cedole semestrali ==> euribor 6 mesi).
5. Non sottoscrivete obbligazioni bancarie con strutture particolari se non ne comprendete le motivazioni (per esempio con durate sopra i 3 anni e con tassi massimi – dopo i tassi minimi sui mutui ora ci vogliono “offrire” i tassi massimi sulle obbligazioni!)
6. Se vi propongono un tasso elevato (in finanza non ci sono pasti gratis per la gente comune) probabilmente si tratta di un’emissione subordinata (con maggiori rischi); non sono strumenti demoniaci, ma è bene informarsi delle condizioni particolari a cui è sottoposto lo strumento per evitare brutte sorprese.
Se tutti seguiamo queste regole vi assicuro che a breve le Banche riconosceranno al risparmio la dignità che merita e che finora hanno attribuito soltanto a parte del debito!

Chi è interessato ad ampliare le proprie conoscenze finanziarie e a “condividere” progetti di risparmio e di investimento può contattarmi ai seguenti riferimenti:

Articolo a cura di:
Antolini dott. Alberto  -  consulente finanziario indipendente
38079 Tione di Trento (Tn) - Via Legione Trentina, 30
tel. 0465.321267