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Ospedali di valle, priorità per la Pat
Scritto da r.b.   
Giovedì 09 Luglio 2009 11:02

L’Assessore provinciale alla Sanità Rossi “ospedale di Tione, struttura strategica”. Ospedali di valle, priorità per la Pat
Periodicamente ritornano sui media gli allarmismi sulla possibile chiusura del punto nascite di Tione, così come di altri reparti di presidi ospedalieri sparsi nelle valli delle Trentino.

E’ accaduto già 4-5 anni fa, quando assessore provinciale era il giudicariese Remo Andreolli, poi in tempi più recenti, infine neanche un mese fa, e a replicare a questi ennesimi “spifferi” ci ha pensato l’attuale assessore Ugo Rossi. In realtà, a rassicurare l’ambiente ben prima delle parole del diretto interessato, sono arrivati i fatti, ossia i 24 milioni di euro messi sul piatto dalla Pat per i lavori di ristrutturazione totale dell’ospedale di Tione (parte già compiuti, parte in corso d’opera) ed i recenti concorsi di nomina del primario di ginecologia e l’istituzione e nomina di quello di ortopedia (vedi pagina a fianco). Segnali importanti, che sembrano andare, appunto, verso la direzione di un potenziamento e una valorizzazione della struttura sanitaria tionese.
“E’ proprio così – spiega l’assessore Ugo Rossi – la volontà della Provincia, testimoniata da fatti e da impegni presi ed onorati, è quella di puntare forte sugli ospedali di valle nell’ottica di fornire anche ai cittadini più distanti dal capoluogo un servizio efficiente e di livello.”
Quindi si può ribadire che non c’è nessuna intenzione della Pat di ridimensionare il punto nascite di Tione.
“Direi proprio di no. D’altra parte gli impegni presi con gli elettori sono molto chiari da questo punto di vista e parlano nella fattispecie di grande attenzione verso gli ospedali di valle, di stanziamenti di risorse importanti, in quell’ottica di servizio sanitario integrato “a rete” che ha il suo punto centrale in quello di Trento e nodi importanti e di livello in tutte le valli.
Allora come si spiega il fatto che periodicamente si ritorni a parlare sui giornali di ridimensionamenti?
La cosa esce perché anche su questo argomento come su altri ci sono nell’opinione pubblica e nei media diverse scuole di pensiero, anche se poi di reale non c’è niente e la linea politica della provincia è univoca.  I fatti reali parlano invece di un grande impegno della Pat per assicurare prestazioni di qualità e sicurezza 24 ore su 24, puntando sul potenziamento degli organici e sulla flessibilità della gestione del personale medico.
Sul discorso del personale un altro allarme uscito sempre dalle colonne de “L’Adige” parlava di carenza di personale infermieristico.
Per quanto riguarda la gestione del personale abbiamo scelto una linea di grande chiarezza, portando a conoscenza di tutti quelle che possono essere delle carenze di personale infermieristico soprattutto per quanto riguarda il periodo estivo nei reparti di chirurgia e ortopedia, comunque nei mesi di minore richiesta. Gli utenti non si accorgeranno di nulla, non vi saranno disservizi e comunque  questo è uno degli aspetti sui quali stiamo attualmente lavorando: si tratta talvolta anche di problemi di metodologia contrattuale degli infermieri. Il part time ad esempio aiuta molto ad avere personale più motivato ed efficiente, ma richiede  una gestione molto attenta dei cambi e degli orari del personale.
Dopo questi primi 7 mesi da assessore alla sanità si è fatto un’idea della situazione generale e delle linee su cui dovrà spendersi maggiormente?
E’ chiaro che la sanità è una materia complessa, nella quale l’aspettativa della gente in relazione ai servizi erogati è molto elevata, ma devo dire di avere ereditato una situazione ad un livello già alto in quanto a qualità. L’Azienda per i servizi sanitari, poi, ha un monitoraggio costante sull’attività sanitaria in tutta la provincia ed è molto organizzata, dunque siamo molto coperti da questo punto di vista. Detto questo, gli obiettivi sono quelli di potenziare gli ospedali di valle, di creare nuove sinergie tra i medici dei reparti ospedalieri di medicina generale e i medici di base e migliorare il sistema delle liste d’attesa.


Grandi aspettative della gente e grandi investimenti della provincia nel settore sanità, il 25% del bilancio provinciale.
Si tratta di 1,1 miliardi di euro, una cifra elevata, certamente, ma in linea con gli standard di qualità delle prestazioni mediche che ci siamo imposti come provincia autonoma e che ci sono riconosciuti da tutti a livello nazionale ed europeo.  Per fare un esempio, basti guardare la spesa sanitaria pro-capite in Trentino, che è di 1.916 euro l’anno, mentre la media italiana è di 1.650 euro circa, senza contare il fatto che la morfologia del Trentino comporta spese aggiuntive. Poi naturalmente è importante anche il “come” le risorse vengono spese e penso che da questo punto di vista il modello trentino sia riconosciuto da tutti.
Dunque l’obiettivo è un livello omogeneo di prestazioni tra centro e periferia? Per questo è stato scelto un assessore del Patt?
Questo è l’obiettivo cui tendere e che stiamo effettivamente realizzando, dopodichè occorre essere sinceri ed onesti e dire che è impensabile che tutti gli ospedali di valle siano dei Santa Chiara. L’ospedale attuale di Trento e quello che verrà (Il Not, presso l’attuale zona caserme, per il 2016) avranno sempre qualcosa di più, per le visite specialistiche, la possibilità di fare interventi molto complessi, le strumentazioni più all’avanguardia, come è tutto sommato giusto che sia. Quello che importa è che sul territorio ci sia un’efficiente capacità di risposta, sicura e di qualità, per la stragrande maggioranza delle patologie e dell’interventistica. Sul discorso della mia provenienza politica, è evidente che l’attenzione del Patt al territorio e alle piccole comunità è un valore in più che porto nel mio bagaglio in questo caso nella sanità.
Per quanto riguarda i medici di base, si dice che da quando hanno dato vita agli studi associati la loro presenza negli ambulatori dei piccoli paesi sia andata calando e i sindaci si sono lamentati..
Gli studi associati sono secondo me una buona risposta per assicurare ai cittadini un servizio costante durante la settimana, dunque vanno incentivati e stiamo percorrendo quella strada. Dall’altra l’azienda sanitaria si sta impegnando affinché la copertura dei medici di base sui piccoli ambulatori di paese sia sempre più capillare e continuativa, soprattutto guardando alle persone più deboli come gli anziani.
Un ultima cosa: la Tac a Tione. Se ne è parlato molto ed ora sembra sempre più vicina.
Sì, posso confermare che l’ospedale di Tione sarà dotato di una Tac di nuova generazione. Bisognerà attendere però circa un anno.