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Traduzioni e Comunicazione

Viaggiare attraverso le Giudicarie
Scritto da Mario Antolini Musón   
Lunedì 18 Maggio 2009 13:54

Parlando giudicariese
Viaggiare attraverso le Giudicarie
Un’esperienza di notevole portata sociale
Una delle più gratificanti esperienze che ho avuto la fortuna di vivere nei miei lunghi anni come docente presso le varie sedi giudicariesi dell’Università della Terza Età e del Tempo Disponibile (Utetd) è stata quella dei “viaggi attraverso le Giudicarie”; sono, cioè, riuscito a convincere centinaia e centinaia di discenti (quasi tutti già pensionati) ad abbandonare la spasmodica ricerca di andare a visitare soltanto località lontane dal Trentino per provare a constatare di persona l’interesse, la bellezza ed i valori che avevano vicino alla propria casa, e che appartenevano da secoli al proprio territorio di nascita: le Giudicarie.

Ed ogni volta è sempre stata un’impensabile e gradita sorpresa conseguente alla inattesa meraviglia di trovare nelle proprie vallate, lungo il Sarca ed il Chiese, bellezze naturali, opere d’arte, contesti urbani e situazioni sociali di evidente pregnanza non solo ai fini di una superficiale conoscenza, ma soprattutto come un consistente motivo di “sentire” e di “vivere” la propria appartenenza ad un territorio tanto determinante anche se ancora poco conosciuto e poco valorizzato nella sua essenza, nella sua globalità e nelle sue potenzialità.
Importante è stato il fatto di aver fatto dei viaggi “insieme”: ossia gruppi numerosi di persone su uno stesso pullman avendo pure l’opportunità di godere della presenza di persone capaci di illustrare quanto si osservava dai finestrini e tutto ciò che si trovava da visitare nei luoghi in cui ci si fermava.
Il “vivere insieme” la sistematica visita delle varie località giudicariesi, veniva ad assumere il significato appagante di una vera e propria appropriazione di un qualcosa di “nostro”, di un qualcosa “posseduto in comune” secondo lo spirito degli eccezionali (ed ancora “scuola di vita”) degli antichi Statuti medioevali.
Alla luce di questa felice esperienza, mi è balenata l’idea di proporre la stessa iniziativa ai prossimi 80 membri della Comunità di Valle, i quali potrebbero organizzare delle intere giornate per visitare “tutti insieme”, su autopullman, tre distinti viaggi nelle rispettive vallate (Busa di Tione e Rendena - Valli di Bono e del Chiese compresi Bondo e Breguzzo - Giudicarie Esteriori) con l’accompagnamento di esperti di geologia, geografia e storia, per rendersi conto, in loco e personalmente, di come e cosa siano le Giudicarie ed aver modo di constatarlo “tutti insieme” e, contemporaneamente, a diretto contatto sia ai vari rappresentanti delle località visitate che ad eventuali convalligiani che si potrebbero incontrare .
È un’esperienza che viene sollecitata anche in sede didattica, per le Scuole di ogni ordine e grado, per la civica formazione delle nuove generazioni; ma anche un’occasione propizia, ed un atto di coraggio e di responsabilità, offerti agli adulti per evitare di continuare a “parlare a vànvera”, ossia senza la debita diretta conoscenza, di paesi e di popolazioni che si conoscono soltanto per sentito dire e superficialmente.
Per diretta esperienza sono convinto che per quanto ognuno possa sapere del nostro territorio e della nostra gente è sempre troppo poco e sempre limitato, soprattutto perché non esistono scambi diretti e continuati fra le varie e distinte vallate, sia all’interno delle Interiori e delle Esteriori, sia fra le prime e le seconde. Siamo sempre vissuti divisi gli uni dagli altri. Nelle stesse Sette Pievi, in oltre dieci secoli, sono stati soltanto saltuarie le occasioni di incontrarsi e soprattutto di “operare insieme”; e così i Giudicariesi sono vissuti come dei “separati in casa” lasciando che ciascuno pensasse alle cose del proprio villaggio senza badare a come viveva (e vive) il vicino e senza accorgersi se esistessero (e se esistono) delle esigenze e delle possibilità per “aiutarsi a vicenda” e “per camminare insieme” con le prerogative proprie di un vero “popolo”.
Chiedo scusa ai cortesi Lettori se mi permetto “dare consigli” specie a coloro che avranno in mano le “redini” del comando; ma non ho affatto la presunzione né di essere nel giusto, né di avere ragione. Sono soltanto pensieri che scorrono nella mente di un vecchio appassionato delle proprie vallate, portate e conservate nel cuore, girando il mondo lontano da casa, come un “paradiso terrestre” protetto dai monti e dall’invadenza e dalla prepotenza di forze esterne. Ecco perché vorrei che le Giudicarie fossero più conosciute: per essere maggiormente amate e meglio “servite” in verace comunione d’intenti, sia da parte dell’intera popolazione che da coloro che responsabilmente sono chiamati ad amministrarle - (ai vari livelli di legislatura in legislatura) - a nome di tutti.