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Veline e politica
Scritto da Il Saltaro delle Giudicarie   
Domenica 17 Maggio 2009 21:47

L’Abele, malizioso di nascita e diventato lascivo dopo vicissitudini inenarrabili, non sta più nella pelle, seppur flaccida ed ammuffita come se la ritrova. I suoi occhi sprizzano lussuria, i suoi gesti denunciano irrequietezza, vorrebbe dire e non dire, non osa.
Il Saltaro vostro, conoscitore delle cose umane, l’affronta e lo sfida a sputare il rospo: “Cosa t’affligge? Quale altra diavoleria eccita il tuo animo sinistro?” E l’Abele, che non vedeva l’ora di palesare le sue angosce, vestita la faccia che meglio gli si addice di gaudente incallito, introduce l’argomento fra lo stupore mio e di tutto l’universo che mi circonda. L’Abele che odia la politica ed i politici, anarchico nel cuore e nelle azioni, critico di tutto e di tutti, si pone e pone al mondo il problema delle elezioni europee che si svolgeranno anche in Giudicarie il 7 giugno prossimo venturo. L’avvenimento non è da poco e concordo anch’io, così, lì per lì, convoco d’urgenza un Consiglio etereo per approfondire la vicenda e trarne utili indicazioni per noi e per tutto il popolo di qua e di là del Durone.


Grande uomo l’Abele che niente gli sfugge e di tutto s’interessa, ultimamente migliorato, dato che in altri tempi, neanche tanto lontani, era perso di corpo e di mente. Alla tavola del tempo accorrono trafelati i compari di sempre, l’Archimede, il savio, l’Orsolina, la maligna, l’Arcadio, pettegolo, e l’Osvaldo Caccola, geniale dicitore di spropositi  e di stramberie. Introduce l’Abele, responsabile di tanta movimentazione, confermando la data e l’evento. Ogni partito presenterà le proprie liste con propri candidati e lui, l’Abele, dichiara di saper già chi votare, senza dubbi e senza remore. L’Arcadio dichiara d’essere stufo di elezioni, di partiti e di candidati, dell’Europa poi, non ne vuol sapere, è quella che ha portato l’Euro e gli ha dimezzato la pensione. Con ottocento mila lire di pensione ce la faceva, appena, appena, ma sì, la cosa poteva andare, con i quattrocento euro di poi, s’è ridotto alla fame, dopo la prima decina del mese si trova senza soldi ed incazzato nero, se non ci fosse la nuora che gli fa la carità, povero lui! L’Arcadio sembra avere mille ragioni e concordano sia l’Orsolina che l’Osvaldo Caccola: non andranno a votare, a che serve?
S’infuria l’Abele perché andare a votare è un civico dovere, risponde piccato l’Osvaldo che le continue elezioni sono uno spreco di soldi e non è un dovere per nessuno buttare via tempo e denaro, l’Arcadio, che legge i giornali, aggiorna il consesso che si dovrà votare per un referendum anche il 14 o il 21, sempre di giugno, referendum da poco, dato che nessuno dei convocati ne conosceva l’esistenza. L’ Archimede precisa che davvero siamo al ridicolo, si spendono milioni e milioni di euro per niente, non si capisce perché non si voti tutto in un giorno, Europa e referendum. La Lega si è opposta, si dice, ed è una vergogna, altro che Roma ladrona, questa volta è invece la Lega ad essere sprecona e spendacciona, non c’è più timor di Dio, l’Abruzzo è crollato, si raccolgono fondi un po’ dovunque per aiutare quella povera gente, e il Governo che fa? Butta via, dice l’Archimede, più di 400 milioni di euro per il doppio turno elettorale per far piacere a Bossi. Un vero schifo!
Che poi si debba votare per le Europa, l’Archimede non ne capisce la ragione, si vota gente che non si conosce e che comunque conterà come il due di coppe, che aspetterà fine mese per mettere in tasca più di 15 mila euro e buona notte. Col viso rischiarato da illuminazione celeste irrompe l’Abele che vuole puntualizzare la sua posizione. Dice d’aver esaminato le liste con attenzione ed i candidati ed è rimasto incantato dalla presenza con Berlusconi di bellissime donne, gnocche da paradiso, sui vent’anni e poco più, ricche di seno e di gambe, gran bel vedere, quella è gente da mandare in Europa, lui voterà, eccome!
Finalmente l’Orsolina dice la sua, brutta e ghignosa, non promette niente di bene. Non c’è dubbio, dice l’Orsolina, che l’Abele sia uno sporcaccione, uno che misura la bravura delle candidate dal seno e dalle gambe, un diavolo davvero, come quel donnaiolo di Berlusconi che le vuole nella lista del suo partito, mi fa pena quel Berlusca, vecchio come il cucco, corre ancora dietro alle donne che neanche ha più la forza di calarsi i pantaloni, probabilmente avrà chi gli cala per lui! Ha ragione la Veronica, la moglie del Berlusca, che ha mandato il marito a farsi benedire, lui e tutte le sue donne! L’Abele ribatte che dove c’è bellezza e fascino c’è pure bontà d’animo e comprensione, è la bruttezza foriera di cattive azioni e di grettezza, l’Abele ne ha piene le tasche di vedersi rappresentato da una Turco Livia che sembra sua sorella, acida e saccente, o da una Bindi, tonda e paffuta da far prosciutti, o dalla Iervolino che gli fa stridere il sangue ogni volta che la sente parlare.... Almeno le veline del Berlusca gli danno gioia, per un verso, e tanta tristezza per altro, per la moglie che si ritrova che con le veline non ha niente da spartire, purtroppo! E l’Orsolina, fiume in piena, fa presente che non si fa politica con le tette e con le gambe, né con altre parti innominabili, la politica si fa con la testa e mai s’è vista un’oca che abbia testa.
L’Abele chiude dichiarando che lui, oche o non oche, alle brutte preferisce le belle, cosi come all’inferno preferisce il paradiso, al nero l’azzurro, la “spressa” alla ricotta, una bella cavalla al posto di un asino bolso, lui andrà a votare e voterà per il cielo! Non potendo perdere il controllo della situazione, sono dovuto intervenire, dall’alto di un carisma che m’è riconosciuto nei secoli, per dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare. Sono anch’io dell’opinione che non aver unificato le elezioni europee con il referendum in un’unica giornata sia una gran stupidata, uno spreco di denaro, ed una rottura per la gente che si sente così presa in giro. In quanto alle ragioni estetiche del voto dell’Abele, condivido in parte, anche perché l’esperienza mi insegna che non sempre le belle donne siano per forza oche, anzi, ma limitare il voto alle considerazioni estetiche dei candidati mi sa davvero limitativo. Quanto parlo bene! C’è di tutto in ogni lista e mi fa rabbia che ad esempio i leader politici, vedi Berlusconi, Di Pietro, Casini ecc. siano in lizza quando poi si sa già che non andranno a Bruxelles, ma si dimetteranno per lasciare il posto ai loro portaborse che noi non abbiamo mai votato. Questa è una truffa bella e buona! D’altronde sapere, dato che non posso vedere, che in altri partiti ci sono capolista i Bassolino (!), i Mastella (!), i De Mita (!), i Vendola (!), l’Emanuele Filiberto di Savoia, non mi rincuora affatto, anzi mi deprime più che mai. Da tutto questo teatro del ridicolo traggo comunque anch’io le mie umilissime conclusioni da diffondere alle intere Giudicarie perché si mediti sulla vacuità delle azioni umane che sono sempre legate agli interessi contingenti. Ho l’impressione che queste elezioni non contino un fico secco, sono soltanto un sondaggio per misurare le reali adesioni troppo spesso millantate e mai provate dei vari partiti, e non capisco perché il popolo debba prestarsi a questo gioco, anzi lo so, perché in politica il popolo non è solo popolo, ma è soprattutto popolo bue!