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Ospedale, occorre ancora lottare
Scritto da Administrator   
Lunedì 11 Gennaio 2016 10:54

 

Cosa sarà dell’ospedale di Tione? Non è una domanda nuova, ma dopo anni pare si sia arrivati davvero al punto nel quale, costretti dalle circostanze della riorganizzazione sanitaria e dei bilanci provinciali ridotti, una decisione sul futuro dell’ospedale non possa più essere rinviata. La sfida del territorio, è fare sì che sia una decisione condivisa con la Provincia e non subita. 

“L’auspicio – l’aveva detto durante la manifestazione pro ospedale Giorgio Butterini, presidente della Comunità delle Giudciarie - è che al di là delle spontanee, legittime e condivisibili proteste della popolazione, ed è davvero da tenere in considerazione che la gente sia venuta così numerosa a Tione, ci sia la volontà di ragionare nelle sedi istituzionali. Vorrei che fosse istituito un tavolo con amministratori ed esponenti del mondo medico che opera negli ospedali periferici per fare un’analisi assieme dei parametri e di cosa serve e si può fare. Un confronto diretto, trasparente e sistematico: nessuno vuole sostituirsi all’Azienda sanitaria, ma è altrettanto legittimo che il personale medico e gli amministratori del territorio abbiano voce in capitolo”.

Stessa linea di pensiero per Mario Tonina, unico giudicariese in consiglio provinciale: “Credo sia arrivato il momento di dire cosa si garantisce in un ospedale territoriale – ha detto alla folla manifestante e lo ha ribadito ieri – gli amministratori delle Giudicarie chiedano uniti pari dignità per tutti i territori, ciò che desiderano per l’ospedale di Tione che, direi, sono almeno un Pronto Soccorso e un’Ortopedia specializzata e riconosciuta”. Mentre le risposte provinciali si fanno ancora attendere, le richieste del territorio sono chiare: “È stato chiesto che il reparto di ortopedia, oltre agli anestesisti che servono a 360 gradi, recepisca la nomina di ulteriori medici: due ortopedici, e un ulteriore radiologo. Rispetto a questa ultima cosa mi pare ci siano spazi di aspettativa positivi, sul resto siamo in attesa.

Chiaro che la prerogativa di avere un reparto di ortopedia di una certa qualità e livello passa attraverso l’avere più professionisti, che supportino un primario che è competitivo ma deve avere un’equipe adeguata nelle professionalità e nei numeri”. Era uscita la notizia, qualche mese fa, che a Tione sarebbe arrivata una specializzazione chirurgica sulla mano: troppo poco per chi accoglie milioni di turisti ogni anno legati a sport invernali e appassionati di trekking, arrampicate e bikers in estate. Si punta ad avere la chirurgia del ginocchio. “Siamo disponibili a ragionare rispetto a maternità, ginecologia e ostetricia - aggiunge Butterini - però non ci sono state occasioni di dialogo reale con l’assessore su questo. Solo chiacchierate a margine di una riunione o telefonate, la richiesta rimane quindi per la riorganizzazione dell’ospedale, quella di avere un tavolo di ragionamento, approfondimento e condivisione con il territorio, con noi, rispetto a quanto si vuole diventi ospedale di Tione. Ora è cruciale il risultato della procedura concorsuale dalla quale uscirà una risposta chiara rispetto agli anestesisti”.

 

Queste le richieste avanzate dal territorio, ma ad ora le uniche risposte formali ricevute è che sono stati banditi dei concorsi per gli ospedali periferici. “Tutto il resto o - spiega Butterini - è un pour parler avvenuto in conversazioni assolutamente informali che non sono certo quello che ci aspettiamo sulla questione sanitaria”. E il piano B, se nessuna delle istanze del territorio venisse ascoltata, qual è?

“Se quelle che sono istanze assolutamente responsabili e mature dal punto di vista della consapevolezza della situazione da parte del territorio non verranno recepite - risponde il presidente della Comunità delle Giudicarie - andremo avanti a fare opposizione. Numericamente siamo 37mila e i sindaci ci sono anche qui, politicamente va considerato”.

Il 30 dicembre arriva la notizia delle dimissioni del direttore generale dell’Apss Luciano Flor, non certo amico delle Giudicarie in questi anni e che con gli amministratori locali non ha mai voluto ricercare rapporti di collaborazioni.  I Giudicariesi difficilmente lo rimpiangeranno.