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Traduzioni e Comunicazione

Finalmente l’Italia ha un governo

La “nave sanza nocchiere” evocata da Dante nel sesto canto del Purgatorio sembra averne trovato uno: Enrico Letta. Finalmente diremmo, dopo 127 giorni dalle dimissioni di Mario Monti e 61  dalle elezioni. Due mesi, gli ultimi, consumati in primis a causa del risultato di sostanziale pareggio consegnatoci dalle consultazioni elettorali del 24 febbraio, e poi per la sconcertante cocciutaggine di Pierluigi Bersani che per settimane ha inseguito inutilmente Grillo, ricevendone in cambio una serie di insolenze e pernacchie (politiche, s’intende). Ora, fortunatamente, si può aprire una nuova fase. Con il giuramento di Enrico Letta di domenica 28 maggio la politica sembra aver trovato una nuova responsabilità, certamente accentuata e forzata dalla situazione di straordinaria emergenza sociale ed economica che il Paese sta vivendo. 

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I “furbetti” dei rifiuti

Una tematica d'attualità, in tempi di Tares e nuove calotte per la raccolta del residuo, è certamente quella dell’abbandono dei rifiuti. Argomento importante, se si pensa ha riflessi sulla salubrità e la vivibilità del nostro ambiente.  Proprio la recente introduzione delle cosiddette calotte sui bidoni del “residuo”, ossia l’applicazione della raccolta puntuale misurabile attraverso le chiavette e coordinata dalla Comunità di Valle in collaborazione con i comuni, ha fatto temere un incremento del fenomeno dell’abbandono. Il fatto di misurare il numero di conferimenti ai vecchi bidoni “verdi” (o a quelli interrati di nuova generazione) poteva indurre qualcuno a pensare che – sottraendosi alla misurazione – avrebbe potuto pagare di meno in bolletta sul computo della Tia; va detto che, proprio per scoraggiare tali comportamenti, la Comunità ha da subito individuato un numero di scarichi minimo presuntivo da pagare in ogni caso e la misura ha sicuramente funzionato. Alle calotte si aggiunge ora la Tares, tassa statale che, pur riferendosi a più servizi, di fatto aggrava la Tia e ciò potrebbe alimentare qualche atteggiamento sconsiderato. 

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La stagione invernale: come è andata?

Nell’ambito Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena, la stagione invernale si è mantenuta sostanzialmente sui dati degli ultimi inverni. Questo i dati degli arrivi e delle presenze alberghiere forniti dall’Apt di ambito, al momento uniche cifre certificate che permettono una lettura dell’andamento turistico.

Il dicembre 2012, rispetto al 2011, ha visto un aumento degli arrivi del 25% (27% a Madonna di Campiglio, 22% a Pinzolo) e delle presenze del 21% (22% a Madonna di Campiglio, 23% a Pinzolo), recuperando sulle assenze della stagione precedente dovute alla mancanza di neve. Anche il confronto con il dicembre 2010 è all’insegna del segno più: + 5% negli arrivi (2% a Campiglio, 18% a Pinzolo) e + 2% nelle presenze (-2% a Campiglio e +20% a Pinzolo). Gennaio 2013 ha registrato invece una flessione: -14% negli arrivi (-12% a Campiglio, -21% a Pinzolo), -13% nelle presenze (-11% Campiglio, -25% Pinzolo). Febbraio nuovamente positivo: 6% negli arrivi (7% Campiglio, 0% Pinzolo), 3% nelle presenze (5% Campiglio, -4% Pinzolo). Pure marzo ha dato dei segnali interessanti: 27% negli arrivi (40% Campiglio, 1% Pinzolo), 5% nelle presenze (15% Campiglio, -13% Pinzolo).

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La situazione è grave. Ma non seria

Piove sulla politica e sui politici. Porca vacca (pardon!) sono sessanta giorni che piove a dirotto. Succede di tutto in quella Roma ritornata pagana, sede di tutti i nostri guai. E quei pagani in agonia che vivono nel lusso con i nostri soldi se ne dicono di tutti i colori mentre la gente soffre: invettive, reciproche accuse e contraccuse, improperi, insolenze e villanie, senza concludere niente, niente di niente. A tempo quasi scaduto il presidente Napoletano, gagliardo e provvido, ha tenuto a battesimo un miracoloso governo con Enrico Letta presidente del Consiglio ed un gruppo di personaggi di notevole caratura, ma soprattutto inediti al mondo ed al cielo. 

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Dibattito: «Una Comunità che valorizzi i quattro ambiti»

All’epoca in cui si proponeva l’istituzione della Comunità della Rendena, molti amministratori, tra cui il sottoscritto, innalzarono le barricate contro la cosiddetta spinta secessionista, ritenendo che una Comunità estesa a tutto il territorio giudicariese avrebbe potuto rappresentare con più forza il nostro ambito rispetto ad una Provincia che, all’epoca, proclamava un “trasferimento delle competenze dal centro alla periferia”. A distanza di qualche anno tutti abbiamo capito che quel disegno è stato parzialmente disatteso: in realtà la Comunità sta acquisendo principalmente competenze dai comuni e oggi si configura come una struttura preposta alla gestione sovra comunale dei servizi municipali. 

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Vestone-Idro: Trento meno ricca, prende tempo

Ci sono delle novità rilevanti per ciò che concerne la viabilità primaria delle Giudicarie: quella che collega Brescia a Madonna di Campiglio. Questa volta i nuovi input non vengono da Trento. Ma da Brescia. E’ lo stesso presidente della Provincia Davide Molgora che ci ricorda che avevamo preso degli impegni. In base ai quali la provincia di Trento si impegnava a contribuire, in misura del 50%, anche sulla tratta Ponte Re-Idro. E che ora, almeno stando alla sua versione, noi stiamo disattendendo. 

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Piccoli comuni, prove di fusione

I tagli ai bilanci delle autonomie locali sull’onda della crisi economica e la prospettiva di risorse sempre più magre per il futuro stanno spingendo anche in Giudicarie diversi comuni ad accelerare le procedure per addivenire, in tempi ristretti, a fusioni ed aggregazioni. In questa direzione andava il progetto di unione tra Cimego e Castel Condino, poi affossato al fotofinish dal consiglio comunale castellano, come abbiamo peraltro dato conto sul Giornale delle Giudicarie. Ora ci sono altri paesi giudicariesi che ci riprovano, sembra, con maggiore convinzione attraverso un percorso che incontra l’appoggio della popolazione, oggi più che mai distante da alcuni campanilismi e localismi fino a qualche anno fa indubbiamente maggioritari, specie nelle piccole comunità. 

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Cinghiale in Val del Chiese: un problema per le colture e l’ambiente

Cinghiali in valle del Chiese: un flagello, un aratro vivente, capace di trasformare campi coltivati in radure sterili. Impraticabili. Per anni si è tentennato. Introdotto abusivamente, è stato tollerato ad oltranza. In alcuni casi, con la compiacenza dei cacciatori che vedevano nell’animale una preda in più per il loro carniere. I danni all’agricoltura, soprattutto nel triangolo Storo, Cimego, Castel Condino, hanno finalmente indotto vertici politici e la direzione dell’Ente Caccia a prendere in seria considerazione la necessità di ridurne drasticamente il numero. 

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Cooperando: “La persona” al centro dell’accordo tra Cooperazione Salute e le Terme di Comano

Il Rapporto Italia 2013, risultato di una indagine condotta dall’Eurispes (Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali fondato nel 1982) sembra un bollettino di guerra. Secondo l’indagine nel 2012, 7 italiani su 10 (70%) hanno visto peggiorare la situazione economica personale (per il 40,2% di molto, per il 33,3% in parte). Sono davvero pochi coloro che hanno visto la propria situazione migliorare, appena il  4,8% (lievemente 3,9%, e molto 0,9%). Il Presidente dell’Istituto Prof. Gian Maria Fara, commentando i risultati dell’indagine parla di un Paese completamente ripiegato sul suo presente e della tendenza, che può essere ricondotta alla politica, all’economia e anche alla gestione famigliare, di operare affidandosi al giorno per giorno. 

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